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poesie al femminile

“Io”, la poesia di Nazik al-Mala’ika e la libertà della donna

La Giornata Internazionale della Donna è un’occasione per riflettere su quante intellettuali abbiano lasciato il segno nel mondo dell’arte e della cultura. Nazik al-Mala'ika è una di queste.

La Giornata Internazionale della Donna è un’occasione per riflettere su quante intellettuali abbiano lasciato il segno nel mondo dell’arte e della cultura. Nazik al-Mala’ika è una di queste. Conosciuta ed apprezzata nel contesto della letteratura araba, Nazik al-Mala’ika ha apportato importanti innovazioni nella struttura e nei contenuti della poesia vicino-orientale. “Io” è uno dei suoi componimenti più belli di questa donna. Leggiamolo insieme.

“Io”

La notte mi chiede chi sono
sono il segreto della profonda nera insonnia
sono il suo silenzio ribelle
ho mascherato l’anima di questo silenzio
ho avvolto il cuore di dubbi
immota qui
porgo l’orecchio
e i secoli mi chiedono
chi sono

E il vento chiede chi sono
sono la sua anima inquieta rinnegata dal tempo
come lui sono in nessun luogo
continuiamo a camminare e non c’è fine
continuiamo a passare e non c’è posa
giunti al baratro
lo crediamo il termine della pena
e quello è invece l’infinito

Il destino chiede chi sono
potente come lui piego le epoche
e ridòno loro la vita
creo il passato più remoto
dall’incanto di una vibrante speranza
e lo sotterro ancora
per forgiarmi un nuovo ieri
di un un domani gelido

Il sé chiede chi sono
come lui vago, gli occhi fissi nel buio
nulla che mi doni la pace
resto ancora e chiedo, e la risposta
resta nascosta dietro il miraggio
ancora lo credo vicino
al mio raggiungerlo tramonta
dissolto, dispare.

La donna e la poetica di Nazik al-Mala’ika

“Io” rappresenta il momento più introspettivo della produzione poetica di al-Mala’ika. Leggendo questi versi, ci accorgiamo immediatamente di come la questa donna sia riuscita a creare un armonioso flusso di coscienza servendosi del verso libero. Proprio nel verso libero risiede la grande particolarità delle opere dell’autrice, che scardina le regole della poesia araba tradizionale e libera la parola dagli schemi prestabiliti, per ridarle significati nuovi e pregnanti.

È lei stessa a scrivere, nel 1962: “Il movimento della poesia libera ha avuto origine nel 1947, in Iraq. E dall’Iraq, anzi dal cuore di Baghdad, questo movimento ha strisciato estendendosi fino a sommergere l’intero mondo arabo e poi, a causa dell’estremizzazione di quanti vi hanno aderito, ha rischiato di trascinare via con sé tutte le altre forme della nostra poesia araba. E la prima poesia in versi liberi ad essere pubblicata, è stata la mia poesia intitolata Il colera.” Con “Il colera”, in cui descrive in versi l’epidemia che ha sconvolto Egitto e Iraq nel 1947, Nazik al-Mala’ika compie due operazioni assolutamente sovversive per una donna: utilizza il verso libero innovando la tradizione, e si fa storiografa, laddove la storiografia era sempre stata materia appannaggio degli uomini.

In “Io”, è come se la protagonista si spogliasse, passo dopo passo, e scoprisse la sua vera identità. Dapprima la notte, poi il vento e il destino accompagnano questo processo di scoperta, che spinge l’io narrante a guardare dentro e fuori di sé, a volgere gli occhi dietro e davanti a sé.
In ultimo, è “il sé” a muovere le fila di questo flusso di pensieri e di introspezione. Alla domanda sulla propria identità, la protagonista non trova una risposta definitiva:

“la risposta/resta nascosta dietro il miraggio/
ancora lo credo vicino/al mio raggiungerlo tramonta/dissolto, dispare”.

Nazik al-Mala’ika

Nata a Baghdad nel 1922, Nazik al-Mala’ika è stata una donna che ha contribuito all’emancipazione femminile nella cultura, una delle prime poetesse ad aver introdotto il verso libero nella poesia araba. La passione per la poesia è di famiglia, a casa di Nazik: entrambi i suoi genitori, infatti, sono poeti. Il suo primo componimento in arabo standard risale al 1932, quando la giovane ha solo dieci anni.

Si laurea in letteratura a Baghdad, nel 1944 e, intanto, studia anche musica, di cui è appassionata. Nazik vince una borsa di studio nel New Jersey, perciò si trasferisce negli Stati Uniti e, dopo aver conseguito un master in letterature comparate, ottiene una cattedra universitaria e insegna letteratura. Con il marito, ‘Abd al-Hadi Mahbuba, la donna contribuisce alla fondazione dell’Università di Basra, nel sud dell’Iraq.

Nazik al-Mala’ika vive in diversi paesi arabi, a partire dal 1950: in Libano, dove pubblica molte delle sue opere più famose, in Kuwait e infine in Egitto, dove muore nel 2007 all’età di ottantacinque anni.

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