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Il tuo sorriso di Neruda, la poesia d’amore da dedicare a chi amiamo follemente

Il tuo sorriso è una delle poesie d’amore più belle di Pablo Neruda, il poeta cileno più importante della nostra contemporaneità.

Molto spesso diamo le cose per scontate. Anche i gesti più piccoli, più semplici, vengono visti come meno importanti. Invece, nell’amore, la maggior parte delle volte, sono i piccoli dettagli a fare la differenza. Ce lo dice bene Pablo Neruda, saggista, poeta e scrittore Cileno, vissuto fino al 1973. Con le sue poesie ci ha sempre emozionato, andando a sviscerare le parti più focose e nobili dei nostri sentimenti. Nella poesia “il tuo sorriso”, la donna indispensabile per il poeta, diventa l’oggetto del desiderio più importante. Il suo sorriso, infatti, diventa linfa vitale per un uomo che, senza, non saprebbe vivere.

Le piccole cose fondamentali in amore

Toglimi il pane, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Inizia così una delle poesie più coinvolgenti e passionali di Pablo Neruda. L’aria, il cibo, diventano quasi superflui davanti all’amore e alla potenza del sorriso di un’amata. Ogni cosa nella natura, come la rosa o l’acqua e la terra, acquistano meno importanza rispetto alla presenza vitale della sua amata. Questo fanno i piccoli dettagli, queste sono le piccole cose. Delle ancore profonde che ci tengono a galla, in un mare che è la vita. Il sorriso, che raffigura la serenità e la vitalità di una persona, viene visto da Neruda come la “spada per lottare, la patria in cui tornare”. Una struggente dedica d’amore che vede chi ama, mettersi in una condizione di “bisogno”. E Neruda ha bisogno di quel sorriso, un rozzo ragazzo che ama – come scrive lui stesso-, che non potrebbe vivere senza la sua donna.

Neruda
Le poesie dello scrittore

Pablo Neruda, le poesie più belle

Il tuo sorriso, la poesia

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amore mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

 

Stella Grillo

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