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“Il futuro”, la forza dell’amore nella poesia di Julio Cortázar

Leggiamo insieme una bellissima, seppur malinconica, poesia di Julio Cortázar che mostra la forza dell’amore.

Le poesie d’amore toccano sempre corde molto intime del nostro io. Quella che condividiamo è “Il futuro”, una poesia di Julio Cortázar struggente e malinconica, e dimostra quanto sia difficile dimenticare qualcuno, quanto il sentimento che proviamo nei suoi confronti sia forte e immutabile, nonostante tutto.

Il futuro

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Il futuro e le assenze

Il titolo della poesia che andiamo a leggere oggi è emblematico di ciò che i versi vogliono esprimere. “Futuro”. Il futuro è di per sé fatto di incertezza, assenza e timore. Ma il futuro presentato da Julio Cortázar ha un tratto aggiuntivo: si caratterizza per l’assenza della persona amata.

È un’assenza che fa male, e lo si sente in ogni verso della poesia. L’io lirico sente che manca qualcosa alla sua esistenza con ogni fibra del suo corpo. Nonostante egli sia consapevole che la persona amata non ci sarà e cerchi di convincersene in ogni modo, il pensiero costante di lei attraversa in ogni momento la sua mente e, molto probabilmente, il suo cuore.

E la mancanza, il vuoto, è tanto più forte quanto il poeta ripensa alla sua quotidianità e alle abitudini della persona amata che sono destinate a non essere più: “Non ci sarai nella strada,/non nel mormorio che sgorga di notte/dai pali che la illuminano,/neppure nel gesto di scegliere il menù/o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,/nei libri prestati e nell’arrivederci a domani”.

Una poesia struggente, che mostra come sia doloroso guardare al futuro e andare avanti quando dell’amore non resta che uno sfumato ricordo e, forse, nemmeno quello, perché col tempo anche i ricordi svaniscono, lasciandoci nel vuoto della sofferenza e nel desiderio di riabbracciare qualcuno di cui stiamo dimenticando il volto e il profumo: “Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,/e quando ti penserò, penserò un pensiero/che oscuramente cerca di ricordarsi di te”.

Julio Cortázar

Julio Cortázar, all’anagrafe Julio Flonrencio Cortázar Descotte, è stato uno degli scrittori sudamericani più famosi di tutti i tempi. Naturalizzato francese, Cortázar si è misurato anche con la scrittura saggistica, con la critica letteraria, con la poesia e con la drammaturgia.

Figura sfaccettata e poliedrica, Cortázar è stato uno vero sperimentatore del linguaggio e delle strutture narrative. Maestro del racconto, è stato paragonato a Cecov e Allan Poe per la sua scrittura metafisica e fantastica e al tempo stesso altamente realistica. Con una capacità d’analisi affilata come un bisturi, Cortázar costruisce personaggi fuori dagli schemi, i cui gesti svelano più di quanto è descritto e rivelato, raggiungendo una profondità di analisi senza pari.

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