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poesia sul cambiamento

“Il fiume e l’oceano”, la poesia di Kahil Gibran sulla paura del cambiamento

La poesia “Il fiume e l’oceano” di Gibran mette in evidenza quanto tutti temiamo il cambiamento e nonostante la strada percorsa abbiamo paura

Non temere il cambiamento, processo naturale del nostro essere, come il fiume che non teme di scomparire nell’oceano, ma ne diventa parte integrante. E’ questo il significato della poesia “Il fiume e l’oceano”, i versi del poeta Kahil Gibran che ci insegna a non aver paura del cambiamento.

Non temere il cambiamento

Questa poesia mette in evidenza quanto tutti temiamo il cambiamento e nonostante la strada percorsa abbiamo paura. Ma ci sono scelte che sono irrinunciabili anche se ci spaventano. Secondo Gibran l’uomo è il fiume che si getta nell’oceano accogliendo e affrontando ciò che accade, prendendo atto che non sarà più ciò che era prima, ma sarà altro e parte di qualcosa di nuovo, magari migliore di prima.

La giornata mondiale degli oceani

Elemento protagonista della poesia di Gibran è l’oceano, un elemento che ricopre il 70% del pianeta. Essenziali per la salute della Terra, a loro è dedicata la Giornata Mondiale degli Oceani (World Oceans Day) che si celebra ogni anno l’8 giugno, giorno dell’Anniversario della Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro. Un’occasione per riflettere sui benefici che gli oceani sono in grado di fornirci e il dovere che incombe su ogni individuo e sulla collettività di interagire con gli oceani in modo sostenibile, affinché siano soddisfatte le attuali esigenze, senza compromettere quelle delle generazioni future.

Il fiume e l’oceano

Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.

E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.

Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.

Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano.

Khalil Gibran

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