poesia sul cambiamento

“Il fiume e l’oceano”, la poesia di Kahil Gibran sulla paura del cambiamento

La poesia “Il fiume e l’oceano” di Gibran mette in evidenza quanto tutti temiamo il cambiamento e nonostante la strada percorsa abbiamo paura
“Il fiume e l’oceano”, la poesia di Kahil Gibran sulla paura del cambiamento

Non temere il cambiamento, processo naturale del nostro essere, come il fiume che non teme di scomparire nell’oceano, ma ne diventa parte integrante. E’ questo il significato della poesia “Il fiume e l’oceano”, i versi del poeta Kahil Gibran che ci insegna a non aver paura del cambiamento.

Non temere il cambiamento

Questa poesia mette in evidenza quanto tutti temiamo il cambiamento e nonostante la strada percorsa abbiamo paura. Ma ci sono scelte che sono irrinunciabili anche se ci spaventano. Secondo Gibran l’uomo è il fiume che si getta nell’oceano accogliendo e affrontando ciò che accade, prendendo atto che non sarà più ciò che era prima, ma sarà altro e parte di qualcosa di nuovo, magari migliore di prima.

Il fiume e l’oceano

Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.

E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.

Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.

Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano.

Khalil Gibran

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