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“Generalizzando”, la poesia di Giorgio Caproni sui doni della nostra vita

Il 7 Gennaio 1912 nasceva Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Generalizzando è una delle sue poesie più belle.

Oggi nasceva Giorgio Caproni, grandissimo poeta italiano, definito da Carlo Bo “il “Poeta del sole, della luce e del mare”. Legato alle tematiche della sua città, Genova, a quelle di sua madre, il viaggio, la vita, la sua poesia è una poesia semplice ma in grado di nascondere i significati più profondi. Ecco uno dei componimenti più famosi e toccanti: Generalizzando

La vita: un viaggio pieno di doni

Questa poesia parla dei doni che ognuno di noi riceve e che poi immancabilmente scorda. E i doni molto spesso non sono quelli materiali. Sono doni i sentimenti, i ricordi, le esperienze, carezze. L’amore stesso è un dono. Il problema è che poi ci dimentichiamo, distratti e forse egoisti, di chi è stato a concedercelo. Come se molte persone riescano a passare nella nostra vita in maniera sorda, leggera. Lasciano il dono lì e noi siamo in grado di andare avanti, ignari dell’importanza di quest’ultimo.
Sì, forse questi siamo noi esseri umani. Che viviamo immersi in un viaggio chiamato vita, dove ci portiamo nella carni una spina. Una spina che, come scrive Caproni alla fine della poesia, è una “spina della nostalgia”. La vita per Caproni è nobile e amare allo stesso tempo. La nostra memoria breve, il nostro animo fin troppo profondo.

Generalizzando, la poesia

Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo più
né da chi né che sia.
Soltanto ne conserviamo
– pungente e senza condono –
la spina della nostalgia.

 

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