Poesia

“Difesa dell’allegria” di Mario Benedetti, una poesia per superare la tristezza

Una poesia di Mario Benedetti che celebra la vita, ma soprattutto un inno all'allegria come strumento per superare i momenti difficili della vita
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Figlio di immigrati italiani, ma nato e cresciuto in Uruguay, Mario Benedetti è stato un poeta e scrittore fra i maggiori del Novecento. Nonostante sia molto meno conosciuto di Pablo Neruda o di Gabriel García Márquez, Mario Benedetti può essere considerato una dei personaggi più rappresentativi della letteratura sudamericana. Della sua straordinaria produzione poetica, rileggiamo oggi “Difesa dell’allegria“, tratta dalla raccolta “Cotidianas”: un omaggio alla vita e alla sua allegria, nonostante le difficoltà. 

Le origini di Mario Benedetti

Figlio di immigrati italiani, Mario Benedetti nasce a Paso de los Toros da una famiglia di umili origini, con cui si trasferisce successivamente a Montevideo. Pur avendo dato prova di essere uno scolaro brillante, nel 1935 interrompe gli studi per via delle gravose condizioni economiche che pesano sulla sua famiglia. Si sarebbe in seguito diplomato da privatista. Giovanissimo, comincia a lavorare come operaio nella Will L. Smith, che realizzava ricambi per automobili. Nel 1945 entra a far parte della redazione del settimanale Marcha, dove sarebbe rimasto per quasi vent’anni. L’anno successivo, a ventisei anni, si sposa con l’amore della sua vita, Luz López Alegre.

L’esilio e la poesia

Proprio in questo periodo comincia a distinguersi con le sue prime pubblicazioni, sia poetiche che romanzesche. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, scrive La Tregua, il suo romanzo più famoso pubblicato nel 1960. Da sempre impegnato politicamente, nel 1973, in seguito al colpo di Stato militare in l’Uruguay, è costretto all’esilio, che durerà ben 12 anni. Anche durante l’esilio, nelle proprie opere Benedetti continuò a parlare di America Latina, dell’Uruguay e della vita bella e al contempo terrificante del suo popolo. È a questo periodo che risale la pubblicazione di una delle sue raccolte poetiche più famose, intitolata Cotidianas, e in cui compare la sue celebre poesia Difesa dell’Allegria.

Difesa dell’allegria

Difendere l’allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e dai miserabili
dalle assenze transitorie
e da quelle definitive.
Difendere l’allegria come un principio
difenderla dallo stupore e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi.
Difendere l’allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e dalla malinconia
dagli ingenui e dalle canaglie
dalla retorica e dagli arresti cardiaci
dalle endemie e dalle accademie.
Difendere l’allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicidi
dalle vacanze e dall’oppressione
dall’obbligo di essere allegri.
Difendere l’allegria come una certezza
difenderla dall’ossido e dal sudiciume
dalla famosa patina del tempo
dalla rugiada e dall’opportunismo
dai ruffiani della risata.
Difendere l’allegria come un diritto
difenderla da dio e dall’inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle compassioni
dall’azzardo
e anche dall’allegria.

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