Poesie

“Daffodils” di Wordsworth e la sensazione di sentirsi parte della natura

Incantato dalle giunchiglie di un campo nei pressi di Glencoyne Bay, il poeta inglese Wordsworth racconta la sensazione indescrivibile di sentirsi parte della natura
Wordsworth

La poesia “I Wandered Lonely as a Cloud“, anche conosciuta come “The Daffodils“, è una poesia del poeta romantico inglese William Wordsworth. Scritta nel 1804 e pubblicata per la prima volta nel 1807 nella raccolta Poems in Two Volumes, la poesia è una delle più belle e memorabili che ci abbia consegnato il Romanticismo inglese. Incantato dalle giunchiglie di un campo nei pressi di Glencoyne Bay, Wordsworth vi dedica questa poesia. Un inno alla bellezza della natura e alla sensazione indescrivibile di sentirsi parte di essa. 

Si ispira a una passeggiata del poeta in un campo

È la sorella di William Wordsworth, Dorothy, a descriverci le circostanze che hanno portato alla stesura di Daffodils. La poesia risale, infatti, a un episodio autobiografico del poeta: ovvero una passeggiata che i due fratelli fanno nel 1804 nei pressi di Glencoyne Bay, nel Lake District, in un campo ricco di giunchiglie.

Arrivati nei boschi oltre Gowbarrow Park, abbiamo visto qualche giunchiglia sulla riva e abbiamo immaginato che la piccola colonia fosse nata dai semi che il lago aveva portato sulla spiaggia. Ma proseguendo ne abbiamo viste sempre di più e alla fine sotto i rami degli alberi ne abbiamo notato una lunga striscia, larga più o meno quanto una strada di campagna, che costeggiava la spiaggia. Non ho mai visto giunchiglie tanto belle: crescevano tra le pietre muschiose e tutt’intorno, certe poggiavano le corolle sulle pietre come per riposare su un cuscino, il resto si agitava ondeggiava danzava e pareva ridere sotto il vento che soffiava dal lago. Sembravano così allegre, sempre mutevoli sempre sfuggenti. Il vento soffiava dritto su di loro dal lago. Qua e là si notava un viluppo e più in alto qualche pollone, ma erano così radi che non disturbavano affatto la semplicità, l’armonia e la vitalità di quella strada movimentata. Ci siamo fermati spesso.

Esprime il legame fra uomo e natura

Per il poeta, la Natura rappresenta innanzitutto una forza vitale, che consente agli uomini di identificarsi in essa, diventandone parte. La natura, con la sua quiete idilliaca, costituisce dunque il luogo in cui l’uomo può pacificarsi con sé stesso, allontanandosi dal trambusto e dalla confusione della città. Non a caso, i veri protagonisti di “I Wandered Lonely as a Cloud” non sono né gli uomini, né il poeta, bensì gli elementi naturali, con le giunchiglie e le nuvole quasi in competizione tra di loro per vedere chi offra più gioia. Gli elementi naturali non sono affatto statici, bensì straordinariamente vivi. Le nuvole vagabondano alte nel cielo, e i fiori danzano briosi muovendo la testa. Infine, la vitalità delle giunchiglie è tale da assumere il ruolo, intrinsecamente umano, di una massa festante e danzante, in cui si inserisce la solitudine errabonda del poeta. 

La poesia

Vagavo solitario come una nuvola
che fluttua in alto sopra valli e colline,
quando all’improvviso vidi una folla,
un mare, di giunchiglie dorate;
vicino al lago, sotto gli alberi,
tremolanti e danzanti nella brezza.
Intermittenti come stelle che brillano
e luccicano nella Via Lattea,
si estendevano in una linea infinita
lungo il margine della baia:
con uno sguardo ne vidi diecimila,
che scuotevano il capo danzando briose.
Le onde accanto a loro danzavano; ma esse
superavano in gioia le luccicanti onde:
un poeta non poteva che esser felice,
in una tale compagnia gioiosa.
Osservavo – e osservavo – ma non pensavo
a quanto benessere un tale spettacolo mi avesse donato:
poiché spesso, quando mi sdraio sul mio divano
in uno stato d’animo ozioso o pensieroso,
esse appaiono davanti a quell’occhio interiore
che è la beatitudine della solitudine;
e allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza con le giunchiglie.

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