Kurt Cobain, il poeta maledetto del grunge

I Nirvana hanno influenzato moltissimo la musica e l'immaginario comune. Kurt Cobain in particolare è passato alla storia come "poeta maledetto"
Kurt Cobain, il poeta maledetto del grunge

MILANO – Kurt Cobain, il frontman dei Nirvana, è morto venticinque anni fa all’età di ventisette anni, dopo essersi sparato un colpo con un fucile a pompa. Kurt Cobain soffriva di depressione e per questo decise di suicidarsi, preferendo “bruciare”, come scrisse nel biglietto che lasciò, piuttosto che continuare a vivere.

I don’t have the passion anymore and so remember, it’s better to burn out than to fade away

(Non ho più passione e quindi ricordate, è meglio bruciare che svanire)
Irrequieto, anticonformista e autodistruttivo, Kurt Cobain è considerato uno dei migliori musicisti della storia del rock e del grunge, per le sue capacità musicali e per le tematiche affrontate nelle sue canzoni, che spesso hanno l’impatto e la violenza di certe poesie. I Nirvana e  Kurt Cobain hanno influenzato e influenzano ancora oggi musicisti e artisti.
Cobain viene spesso denominato come “poeta maledetto” in quanto conduceva una vita fuori dagli schemi, provocatoria, asociale e autodistruttivo. Compiamo un viaggio tra le sue canzoni più significative. 

Smells like Teen Spirit

Apripista dell’album più famoso della band Nevermind, l’idea di scrivere Smells like Teen Spirit sorse al cantante di Seattle durante una serata in compagnia di Kathleen Hanna, la cantante delle Bikini Kill: dopo aver trascorso tutta la serata tra alcol e droga tra le strade di Seattle, la cantante scrisse per divertimento delle scritte sul muro della stanza di Cobain e una di questa era proprio “Smells like Teen Spirit”. Al cantante venne l’ispirazione per una sua nuova canzone che soprannominò, come tutti sanno, proprio così. Cobain pensava che Teen Spirit indicasse lo spirito adolescenziale, ma in realtà si trattava del deodorante che la ragazza utilizzava, insieme a moltissimi giovani della loro generazione. Questa canzone diventò un simbolo di ribellione e di protesta da parte di una generazione che non si sentiva ascoltata dalla società.

Load up your guns and bring your friends    
It’s fun to lose and to pretend
She’s over bored and self-assured
Oh no, I know a dirty word

(Caricate le pistole e portate gli amici
È buffo perdere e fingere
Lei è arcistufa e sicura di sé
Oh no, conosco una parolaccia)

Heart – Shaped Box

Questa canzone, dell’album In Utero, si riferisce al periodo in cui Kurt Cobain insieme alla moglie Courtney Love rimanevano nel loro letto per giorni, dopo aver fatto uso di droga, in particolare eroina. La tensione, l’incapacità di reagire alla pressione dei media, alla fragilità di reggere il successo venivano combattuti in questo modo, autodistruttivo, dalla coppia maledetta. Il letto in cui si riparavano e si proteggevano simboleggiava per loro la loro unione contro la società, contro i problemi e contro la loro infelicità.

She eyes me like a Pisces when I am weak
I’ve been locked inside your heart-shaped box for weeks
I’ve been drawn into your magnetar pit trap trap
I wish I could eat your cancer when you turn black

Lei mi guarda come una del segno dei Pesci quando sono debole 
Sono stato rinchiuso per settimane nella tua scatola a forma di cuore 
Fui trascinato nella tua trappola magnetica, pozzo di catrame 
Vorrei poter ingoiare il tuo cancro quando sei disperata

Rape me

Rape me è una delle canzoni che più vennero fraintese dai media e dalla critica, in quanto affronta il tema dello stupro, dal punto di vista della vittima. Il titolo stesso significa “violentami”. Il testo è contraria allo stupro ed è come se la vittima dicesse al suo stupratore di continuarla a violentare, ma tanto non riuscirà ad ucciderla. Anzi sarà proprio lei a vendicarsi del dolore e della sofferenza provata.

Rape me, rape me my friend
Rape me, rape me again

Violentami
Violentami amico mio,
Violentami,
Violentami ancora. 

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