Hay-on-Wye, la città dei libri che affascina i booklover di tutto il mondo

Piccolo paese del Galles di cui parla Massimo Calandri su la Repubblica, Hay-on-Wye è diventata famosa grazie alle librerie, alle biblioteche e agli scaffali colmi di volumi in ogni angolo della città. Dal 1988 ospita ogni anno un festival letterario che Clinton ha definito la ''Woodstock dei libri''

MILANO – I libri costruiscono l’identità delle persone, dei popoli e dei luoghi. C’è un paesino del Galles, nel Regno Unito, che ne è la dimostrazione. Si tratta di Hay-on-Wye, ”la città dei libri” – ”the town of books”. Con librerie a ogni angolo, biblioteche, scaffali che ospitano migliaia di volumi dentro e fuori le mura, la cittadina attira booklover da tutto il mondo. Ne parla anche Massimo Calandri su la Repubblica, che presentando un itinerario di viaggio a Hay-on-Wye e dintorni, si sofferma sulla storia e sulle particolarità che hanno reso famoso questo paese.

 

LA STORIA DELLA “CITTÀ DEI LIBRI” – Vicino al Brecon Beacon National park, in una parte del Galles straordinaria dal punto di vista paesaggistico e naturale, il luogo è diventato polo di interesse turistico grazie a Richard Booth, che nel 1961 ha aperto la sua prima libreria di libri usati nella vecchia stazione dei pompieri. Nel corso degli anni Sessanta molte altre ne sono state create, tanto che all’inizio degli anni Settanta Hay-on-Wye si è guadagnata l’appellativo di “booktown”. Nel 1977, il 1 aprile, Richard Booth ha una trovata geniale dal punto di vista pubblicitario: proclama il paese principato autonomo e se ne dichiara re. Anche la fortezza della città viene trasformata in una libreria che ospita migliaia e migliaia di volumi, con scaffali all’aperto, addossati alle mura, da cui si può prendere ciò che si vuole lasciando in un barattolo di latta rosso una sterlina per i libri con copertina rigida, 50 centesimi per gli altri. Nel 2000, sempre il 1 aprile, King Richard Booth ha nominato anche i membri della “Casa dei Lord” locale.

 

LE LIBRERIE DA VISITARE – Tra le numerose librerie da visitare, c’è quella storica e spettacolare che di Richard Booth porta il nome – “saloni in legno su tre piani e una bella caffetteria”, scrive Calandri. Ma anche la “Murder and Mayhem”, “specializzata in noir e mistery, con una scaletta stretta e le sagome di morti ammazzati disegnate per terra”, o la Rose’s Books, che vende libri per bambini.

 

LA WOODSTOCK DEI LIBRI – Il paesino è famoso anche perché qui è nato il capostipite di tante manifestazioni e festival letterari diffusi in tutta Europa. Nel 1988 ha avuto infatti inizio un festival patrocinato da The Guardian che si tiene ogni anno ai primi di giugno. Nel 2002 la kermesse ha avuto tra i suoi ospiti nientemeno che Bill Clinton, che l’ha battezzata la “Woostock dei libri”. Se ce ne fosse bisogno, insomma, Hay-on-Wye è un’ulteriore dimostrazione di quanto sosteniamo da sempre: la cultura è un patrimonio su cui costruire le proprie fortune.

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