Giorno della Memoria per le vittime della mafia, tutti gli eroi da ricordare

Oggi, Giorno della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, vogliamo ricordare tutti coloro che hanno dedicato la propria vita per la legalità
Giorno della memoria per le vittime del terrorismo, tutti gli eroi da ricordare

MILANO – Oggi 21 marzo ricorre la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa ideata dall’associazione Libera nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome. A Padova oggi è in programma una manifestazione guidata da don Luigi Ciotti con 50mila persone scese in piazza per manifestare e gridare il bisogno di “una rivoluzione culturale, perché la più urgente delle riforme è quella delle coscienze”.

Uomini di Stato

Sono tanti eroi quotidiani che hanno collaborato ed hanno sacrificato la loro vita per perseguire lo stesso fine: combattere per la legalità. Ci sono uomini di Stato, dei magistrati, dei politici, ma anche dei giornalisti e degli imprenditori assassinati tra il 1979 ed il 1986, l’anno dell’inizio del maxi-processo. A partire dall’assassinio di Michele Reina, segretario di una Democrazia Cristiana che provava ad affrancarsi dalla mafia, nonché uomo di fiducia di Salvo Lima. La morte di Reina rappresenta un segnale politico terribile per quella parte della DC che aveva insistito sul rinnovamento come Piersanti Mattarella, uomo della moralità che riteneva fosse possibile e doveroso un Governo della Sicilia con le carte in regola. Altri passaggi riguardano l’attacco agli uomini delle istituzioni che indagano sulla mafia come il poliziotto Boris Giuliano, il quale aveva capito il legame stretto tra mafia-traffici internazionali di droga e di armi-riciclaggio soldi, magistrati come Cesare Terranova e Gaetano Costa e tanti altri. Uomini delle istituzioni e gente comune assassinata perché perbene, come i medici che non volevano piegarsi alle volontà mafiose, imprenditori che si rifiutavano di pagare il pizzo, giornalisti coraggiosi che hanno pagato il loro volere arrivare alla verità.

Gli eroi della scorta

Non dimentichiamo coloro che hanno perso la vita durante la strage di Capaci insieme a Giovanni Falcone: sua moglie Francesca Morvillo ed tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Accomunati dallo stesso destino e dalla stessa volontà di combattere la mafia al fianco delle istituzioni sono gli uomini della scorta di Paolo Borsellino che persero la vita nella strage di Via d’Amelio:  Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli. Giudice eroe è stato anche Rosario Livatino, che l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga definirà “ragazzini” freschi di scuola. Livatino perse la vita a soli 38 anni per difendere i cittadini dalla Mafia.

Una vita per la legalità

Ci sono giornalisti che hanno dato la propria vita alla ricerca della verità come Mauro De Mauro, giornalista italiano rapito da Cosa Nostra il 16 settembre 1970 e mai più ritrovato. Emblemi della legalità che hanno dedicato la propria vita ai giovani come Don Pino Puglisi, prete, insegnante, educatore che ha dedicato la propria vita al servizio dei ragazzi, affinché non abbracciassero la strada della criminalità organizzata, assassinato la sera del 15 settembre 1993, giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno.  Sono davvero tante le persone che occorrerebbe ricordare non solo oggi ma sempre: il sito ufficiale di Peppino Impastato presente al suo interno un elenco con tutti i nomi delle vittime innocenti di tutte le mafie.

Le loro idee continuano a vivere per la libertà di tutti

Nessuno di loro muore davvero, se vive in un racconto e in un ricordo. Le loro scelte di vita, le passioni, i loro ideali non sono stati stroncati dai killer di terrorismo e mafia. Persone perbene, attente a fare il loro mestiere di uomini delle istituzioni, a essere cittadini, a voler vivere libertà e legalità ed a lottare contro la mafia; maestri, magistrati, poliziotti, i carabinieri, politici, giornalisti, i sacerdoti, imprenditori, medici, persone della scorta, uomini e donne servitori dello Stato e interpreti di una civiltà del buon vivere comune. E’ grazie a loro che oggi possiamo continuare a parlare, a scrivere, a insegnare e a imparare, in libertà.

Per non dimenticare

Una giornata che si affianca al Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice. Una ricorrenza della repubblica Italiana istituita nel maggio del 2007 e che viene celebrata il 9 maggio di ogni anno in considerazione del fatto che il 9 maggio 1978 furono uccisi Peppino Impastato e Aldo Moro. Oltre a loro, ed ai diversi simboli della legalità come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Alberto Dalla Chiesa, ci sono tanti eroi quotidiani che hanno collaborato con loro ed hanno sacrificato la loro vita per perseguire lo stesso fine: combattere per la legalità.

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