“Anna e Marco” di Lucio Dalla è la rappresentazione perfetta di cosa significhi essere giovani

"Anna e Marco" è la canzone di Lucio Dalla che racconta di due ragazzi che si trovano al principio della vita dubbiosi e irrequieti
Anna e Marco di Lucio Dalla è la rappresentazione perfetta di cosa significhi essere giovani

MILANO – C’è una bellissima frase di Calvino, molto conosciuta, che recita “a volte uno si sente incompleto ed è soltanto giovane”, una frase forte e allo stesso tempo piena di verità. Quando siamo giovani, siamo talmente attaccati alla vita che ci sembra di non viverla abbastanza, ci sembra di non riuscire a realizzare i nostri sogni, che appaiono sempre lontani da raggiungere. Ma la pazienza e l’attesa rivelano in realtà come la questo sentirsi incompleti faccia parte del crescere, della voglia di essere felici subito e senza compromessi. Ascoltando “Anna e Marco”, quella perla di canzone uscita nel 1979 nell’undicesimo album di Dalla, intitolato “Lucio Dalla”, torna in mente tutta questa riflessione: Anna e Marco sono due giovani che vedono il proprio futuro lontano, ma devono solo crescere e trovare la propria strada.

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L’incontro di due giovani

Il testo della canzone di Dalla racconta di due giovani, Anna e Marco, che sono insoddisfatti della loro vita e che hanno visione pessimista del proprio futuro. Anna è scontenta della propria esistenza e ogni giorno vede la propria felicità scorrerle tra le dita

Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
Sguardo che ogni giorno perde qualcosa

Ad Anna piace molto ballare ed è proprio in discoteca, sotto la palla che pare la loro luna (“E la luna è una palla ed il cielo è un bigliardo“), che incontra Marco, un ragazzo molto diverso da lei. Infatti mentre Anna è una “Stella di periferia”, una stella che ha tante potenzialità ma che non riesce a sfruttarle nel contesto in cui si trova, Marco è “Lupo di periferia“, il ragazzo irrequieto, che passa le vuote giornate al bar, o con il branco di amici a vivere la giornata come quella predente. Anche Marco è annoiato e vorrebbe tanto andare via, scappare, cercare un “altrove”.
Quando i due si trovano in discoteca, è evidente la loro diversità a partire dal loro modo di ballare: Anna balla divertita e “non perde un ballo“, mentre Marco “a ballare sembra un cavallo“. L’incontro tra i ragazzi è talmente intenso che pare che “si scambino la pelle”: si capiscono e condividono le stesse paturnie e angosce: dov’è la strada per le stelle? Come si fa a sfuggire dalla noia e dal presente immobile?

Ma dimmi tu dove sarà
Dov’è la strada per le stelle
Mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle

Ma è proprio il loro incontro che li porterà alle stelle: il loro incontro li fa volare. La luna è l’unica ad accorgersi di loro: è il simbolo del destino, che li guarda e ride perché sono “si sentono incompleti, ma sono solo giovani”.

Il testo

Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
Sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
Stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via
Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
Con sua madre e una sorella
Poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
Lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via
E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
Quante stelle nei flipper sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
Non sa cosa farà
Poi c’è qualcuno che trova una moto, si può andare in città
Anna bello sguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
In un locale che è uno schifo
Poca gente che li guarda
C’è una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
Dov’è la strada per le stelle
Mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle
E cominciano a volare
Con tre salti sono fuori dal locale
Con un’aria da commedia americana
Sta finendo anche questa settimana
Ma l’America è lontana
Dall’altra parte della luna
Che li guarda e anche se ride
A vederla mette quasi paura
E la luna in silenzio ora si avvicina
Con un mucchio di stelle cade per strada
Luna che cammina
Luna di città
Poi passa un cane che sente qualcosa
Li guarda, abbaia e se ne va
Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
Tenendosi per mano
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