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Candelora, cosa significa e perché si celebra il 2 febbraio

Oggi, 2 Febbraio, è il giorno della Candelora. Scopriamo il significato e l'origine di questa parola e cosa indica nella tradizione popolare

Il 2 febbraio si celebra la Candelora: cosa significa? La Candelora è il nome con cui è popolarmente nota in italiano la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio. La Candelora arriva dopo i cosiddetti giorni della merla, che corrispondono al 29, 30, 31 gennaio.

L’etimologia della parola

La parola Candelora deriva dal latino “festa candelarum”. Essa trae origine dall’usanza di benedire le candele prima di accenderle e portarle nella processione. I ceri vengono conservati nelle abitazioni dei fedeli per essere riutilizzati, come accadeva in passato, per ingraziarsi le divinità pagane, durante calamità meteorologiche. Oppure nell’assistenza di una persona gravemente malata, o nel caso di epidemie, o nell’attesa del ritorno di qualcuno momentaneamente assente, o infine, come accade attualmente, in segno di devozione cristiana.

Cosa significa Candelora

Nella celebrazione liturgica si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi. A celebrarla per primo, a Roma, nel VII secolo fu l’imperatore Giustiniano. Fino alla riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, e tuttora nella forma straordinaria del rito romano, la festa era (ed è) chiamata Purificazione della Beata Vergine Maria. La riforma volle riportare la festa all’originale evento: la celebrazione della Presentazione al tempio del Signore, rimasta invariata nella chiesa ortodossa.

La festa si celebra anche per la Chiesa ortodossa e per diverse chiese protestanti. In molte zone e in diverse confessioni è tradizione comune che i fedeli portino le proprie candele alla chiesa locale per la benedizione.

Tradizioni locali

Il termine Candelora viene usato anche in alcune regioni, tra cui il Piemonte, per indicare il “Giorno dell’orso“, poiché la leggenda racconta che l’orso si sveglia dal letargo e uscendo fuori dalla tana valuta se il tempo è abbastanza buono per uscire definitivamente. A Mentoulles nel periodo di Carnevale si usava far vestire un uomo da orso e farlo schernire e bastonare mentre vagava per le strade tirato da una catena o da una corda. In Puglia l’orso ballava la tarantella mentre girovagava per le strade del paese. E feste simili si ritrovano in molte altre località. Anche perché questo animale simboleggia la forza primitiva della natura che in inverno va in letargo e si risveglia in primavera.

Proverbi e modi di dire sulla Candelora

Un detto emiliano sottolinea che se piove nel giorno della Candelora, si rinnoveranno altri 40 giorni d’Inverno (Se nevica per la Candelora sette volte la neve svola). Uno dei proverbi più celebri è “per la Santa Candelora se nevica o se prola dell’Inverno semo fora”. Si tratta di un proverbio antichissimo, introdotto per la prima volta dal patriarca romano Gelasio, intorno al 474 d.C.

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