La citazione del giorno

“Una parola ci libera di tutto il peso e il dolore della vita: quella parola è amore” di Sofocle

La frase del giorno è una dedica speciale a tutti quelli che amano ed è tratta dalla tragedia "Edipo a Colono", rappresentata nel 401 a.C. cinque anni dopo la morte di Sofocle
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata di San Valentino è “Una parola ci libera di tutto il peso e il dolore della vita: quella parola è amore” di Sofocle, il più grande drammaturgo dell’antica Grecia. 

La colonna sonora di oggi è “Quando” di Pino Daniele

Sofocle

Sofocle nacque a Colono, un sobborgo di Atene, ed era figlio di un ricco proprietario di schiavi, che gli aveva permesso di ricevere l’educazione migliore sia sportiva che culturale. Ad appena 27 anni conquista il primo trionfo gareggiando contro Eschilo, celebre e imbattuto fino a quel momento e che in seguito alla sconfitta si trasferirà in Sicilia in esilio volontario.

Durante la sua lunga vita, Sofocle morirà a più di novant’anni, ha scritto circa 123 tragedie, delle quali a noi restano solo 7 testimonianze. Di notevole importanza sono le innovazioni che introdusse nelle tragedie, dalla rottura dell’obbligo di legare sempre tre tragedie in una trilogia all’introduzione di un terzo attore in scena, dall’aumento dei componenti del coro, da 12 a 15, alle novità in campo scenografico.

Sofocle mise in risalto la drammaticità degli episodi raccontati, stemperando l’enfasi tipica delle tragedie dell’epoca, e indagò in maniera approfondita la psicologia dei suoi personaggi, raccontando una realtà ostile, ingiusta e priva di luce, che fagocita le loro virtù e i loro sforzi eroici. Ma i suoi protagonisti non vengono mai schiacciati in modo definitivo dal fato, lottano con determinazione e caparbietà, lasciando emergere la condizione umana fatta di dannazione e di gloria al tempo stesso.

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“Edipo a Colono”

“Edipo a Colono” è parte della saga dei Labdacidi, che racconta la storia della famiglia di Edipo, e d è la prosecuzione della vicenda raccontata nell’Edipo re. Con questa tragedia giungono alla conclusione le vicende legate al personaggio di Edipo, tra drammatiche sventure e ineguagliabili successi. Divenuto re dopo essere riuscito a dare la risposta corretta alla Sfinge, Edipo ucciderà il padre, senza saperlo, procreerà con la madre Giocasta e sarà costretto ad andare in esilio e a vivere da mendicante, dopo aver subito in patria il disprezzo dei suoi sudditi.

Con la tragedia “Edipo a Colono” Sofocle riabilita la figura del re, dopo che egli ebbe subito senza colpa le sventure più tremende. Le vicende iniziano con il vagabondaggio di Edipo a Colono, in compagnia della figlia Antigone: è lì che il destino ha previsto i suoi ultimi giorni. Ma gli abitanti del posto scoprono la sua identità e solo l’intervento di Teseo, re di Atene, riesce a impedire il suo allontanamento forzato dalla città. Per ringraziare dell’ospitalità ricevuta, Edipo rivela al re che la sua tomba proteggerà i confini di Atene dall’imminente attacco dei Tebani. Dopo numerose vicende, Edipo viene accompagnato da Teseo nel bosco sacro alle Eumenidi e lì sparisce per volontà divina, divenendo così l’eroe prescelto per proteggere la città.

 

L’amore libera tutti

Ovidio, nei suoi scritti sull’arte di amare, invita a godersi la vita perché scorre rapida, più di quanto crediamo. Ma vivere appieno il proprio tempo significa anche non rinunciare al dolore, non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà, necessarie per uno sviluppo umano e affettivo. L’amore è in grado di toccarci e di accarezzarci solo se accettiamo anche il suo potenziale distruttivo. E’ proprio questa tensione continua che ci obbliga ogni giorno a lavorare su di noi, a cercare sempre un nuovo equilibrio e una versione sempre più sofisticata della nostra interiorità.

L’amore non è un sogno, ma la realtà più concreta con cui misurarci. E oggi le sfide sono numerose e piene di insidie, se pensiamo a quanta strada c’è ancora da fare per far accettare e dare dignità e riconoscimento alle nuove forma d’amore che fino a poco fa la società ha volutamente ignorato. Amore fluido, amore omosessuale, poliamore alla fine hanno tutti il comune denominatore del desiderio, della passione, dell’attrazione.  

“Una parola ci libera di tutto il peso e il dolore della vita: quella parola è amore”: quale frase migliore ci sarebbe per raccontare del potentissimo sentimento in presenza del quale la morte scompare, come ben dice una delle interpretazioni etimologiche di amore?

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