Non tutti sanno che...

Sette curiosità su “Orgoglio e pregiudizio” che non tutti sanno

Ecco le sette curiosità scovate da bustle.com sul libro più amato di Jane Austen

MILANO – “Orgoglio e pregiudizio”, pubblicato per la prima volta nel 1813, è senza dubbio il romanzo più famoso di Jane Austen. A distanza di 200 anni è ancora capace di fare innamorare schiere di lettrici. No, di più, di seguaci. Molte di loro lo hanno letto più volte, si sono viste i film e le serie tv, collezionano le tazze con le citazioni e merchandising di ogni genere… Credete di sapere tutto, ma proprio tutto tutto, su questo romanzo? Su Elizabeth Bennet e su Mr. Darcy? Ecco le 7 curiosità scovate da bustle.com che siamo sicuri non tutti i lettori – i seguaci – conoscono:

1. Che nome altisonante…

Per ogni lettrice di Jane Austen, il nome Darcy non ha bisogno di alcuna presentazione. È Mr. Darcy, punto. Ma nel 1813 lo stesso nome comunicava molte più informazioni ai lettori di quel secolo di quante non ne comunichi a noi. In particolare, rivelava il suo lignaggio nobiliare: “Darcy” deriva infatti da “d’Arcy” e fa riferimento alla cittadina francese. Il cognome venne introdotto in Inghilterra dai Normanni a seguito della conquista di Guglielmo (“il Conquistatore”, per l’appunto) del 1066, e indicava una famiglia di antica origine e altro lignaggio nobiliare. Un lettore del XIX secolo leggendo il nome “Darcy” era in grado di collegarlo a una famiglia di origine antichissima, nobile e, presumibilmente, molto ma molto ricca. Allo stesso modo Fitzwilliam era un nome in grado di evocare associazioni di un certo livello nella mente di un lettore del 1813: i Fitzwilliam erano infatti all’epoca una famiglia molto nota, estremamente ricca e di altrettante nobili origini. Chiamare il personaggio maschile Fitzwilliam Darcy, equivarrebbe in tempi moderni a chiamarlo, che so, Kennedy Agnelli?

 

2. Quella facilotta birbantella di Lydia Bennet…

A una prima lettura, le ragioni per cui Wickham scappa con la quindicenne Lydia Bennet rimangono alquanto misteriose. Considerata anche la mentalità dell’epoca, scappare con una giovanissima ragazza, per lo più figlia di un possidente terriero, e tentare addirittura di sottrarsi a un matrimonio riparatore non è affatto questione di poco conto, seppur per un uomo spregiudicato come Wickham. Avrebbe potuto fare lo stesso con una ragazza dei ceti inferiori senza incorrere in alcuna conseguenza. E poi, perché proprio Lydia? È egocentrica, vanitosa, stupida e irritante. Sebbene nessuno avrebbe mai potuto costringerlo a sposarla, perché correre il rischio? Il motivo può essere dedotto dalla descrizione iniziale che la Austen fa della più giovane delle sorelle Bennet.

Lydia era una ragazza di quindici anni, robusta e ben sviluppata, con una bella carnagione e un’espressione allegra; era la prediletta della madre, il cui affetto l’aveva condotta a fare il suo ingresso in società a un’età molto precoce. Aveva una vitalità prorompente, una sorta di innata sicurezza di sé…

Lo stile di Jane Austen è troppo decoroso per affermare che Lydia sia una giovane provocante. Lei è “robusta” e “ben sviluppata”, dotata di una “vitalità prorompente”. Leggendo tra le righe è possibile riconoscerle una certa indole frivola e voluttuosa: Lydia è una ragazza provocante, che dimostra più anni della sua età e flirta con uomini più maturi. È presumibile che Wickham non abbia mai avuto intenzione di sposarla, ma un “pensierino” su Lydia deve averlo fatto senz’altro!

 

3. I Bingley, i nuovi arrivati 

Charles Bingley, con le sue 5000 sterline all’anno di rendita, è un partito molto ghiotto per Jane Bennet. Quello che viene accennato solo brevemente è il fatto che i Bingley, sebbene abbienti, siano in realtà facoltosi da una sola generazione. La ragione per cui Mr. Bingley si stabilisce a Netherfield in affitto è che la sua famiglia, a differenze di famiglie di più antico e glorioso lignaggio (come i Darcy), non possiede una tenuta.

 

4. “Orgoglio e pregiudizio” ha impiegato 17 anni per essere pubblicato 

Jane Austen pubblicò “Orgoglio e Pregiudizio” nel 1813, ma in realtà scrisse la prima stesura del romanzo, intitolata “Prime impressioni”, tra 1796 e il 1797, a soli ventun anni. Non l’avrebbe vista pubblicata fin quasi alla soglia dei quarant’anni.

 

5. Gretna Green, la Las Vegas del XIX secolo?

Nel corso del romanzo, i personaggi fanno più volte riferimento a Gretna Green, in Scozia. In particolare quando si parla della fuga amorosa di Lydia e Wickham. Questa località all’epoca era una sorta di Las Vegas inglese! Nel 1754 in Inghilterra fu istituita una legge che regolava i requisiti per convolare a giuste nozze: erano necessari il consenso dei genitori, la pubblicazione dell’annuncio ufficiale e l’acquisto di un’apposita licenza. Questa legge era in atto nei territori inglesi e del Galles, ma non in Scozia! Due giovani in fuga d’amore avrebbero potuto scappare in Scozia per realizzare i loro sogni matrimoniali… e Gretna Green era la prima cittadina scozzese dopo il confine!

 

6. Jane Austen temeva che il suo romanzo non fosse abbastanza “impegnato”

Jane Austen era molto orgogliosa del suo romanzo, ma temeva potesse essere troppo frivolo e leggero. La letteratura del suo tempo era fortemente improntata a una funzione pedagogica e morale e l’autrice stessa, in una lettera alla sorella Cassandra, si preoccupava di come il suo romanzo fosse troppo “brillante”, “vivace” e “leggere”, mentre in letteratura occorrono maggiori “ombre” e “tensioni”. Non stupisce che il suo lavoro successivo, “Mansfield Park” (1814), fu il suo romanzo più “serio” e “impegnativo”. Forse proprio per questo il meno amato dai suoi fan?

 

7. Mr. Darcy è ricco. Ma davvero ricco. Ma davvero davvero ricco.

Nel romanzo viene ribadito a più riprese come la rendita di Mr. Darcy si aggiri intorno alla 10.000 sterline annue. Ma cosa significa questa cifra in riferimento agli standard dell’epoca? Prendendo in considerazione le differenze economiche e sociali dell’epoca, il giornale “The Telegraph” ha calcolato come una rendita di 10.000 sterline all’anno nel 1813 potrebbe equivalere a una rendita contemporanea di circa 16,5 milioni di euro. A questi bisogna aggiungere gli interessi: come la maggior parte dei proprietari terrieri dell’epoca, Mr. Darcy ha investito il suo denaro in bond governativi che gli fruttano annualmente degli interessi intorno al 4 o 5%. Basandosi su questo fatto, i calcoli del “Telegraph” ipotizzano che la disponibilità economica di Mr. Darcy poteva aggirarsi (in termini economici attuali) in qualcosa come 415 milioni di euro. Questo senza contare il valore delle sue proprietà né i ricavi delle sue fattorie a Pemberley! Tutto questo serve a dare una maggiore consapevolezza dell’“eroismo” di Elizabeth Bennet. Quando i suoi genitori moriranno, Lizzy erediterà una rendita annua di 40 sterline. Si tratta dello o,4% di quello che Mr. Darcy ricava ogni anno dai suoi soli investimenti. Quando Lizzy rifiuta la sua prima proposta di matrimonio, il suo è un atto di estremo coraggio: sceglie la propria felicità e rifiuta (temporaneamente) a una sicurezza economica durature e per tutta la sua famiglia.

 

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