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Ricordando il maestro della fantascienza Isaac Asimov, ecco le sue frasi più celebri

Il 6 aprile del 1992 moriva Isaac Asimov: biochimico e scrittore russo naturalizzato statunitense, è riconosciuto come uno dei più importanti (se non il più importante) scrittore di fantascienza...

Per ricordare l’anniversario della morte dello scrittore Isaac Asimov, vi proponiamo alcuni aforismi di uno dei massimi esponenti della fantascienza mondiale

 
MILANO – Il 6 aprile del 1992 moriva Isaac Asimov: biochimico e scrittore russo naturalizzato statunitense, è riconosciuto come uno dei più importanti (se non il più importante) scrittore di fantascienza. Sebbene le sue opere siano considerate delle pietre miliari del genere, Asimov è stato molto attivo – e anche apprezzato – anche nel campo della divulgazione scientifica. Autore di una vastissima produzione – stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi – è inoltre ricordato per aver teorizzato le leggi fondamentali della robotica.

Per celebrare l’anniversario della sua nascita, vi proponiamo alcune delle sue frasi più belle:

 

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.”

 

“Non c’è bisogno di viaggiare nel tempo per essere degli storici.”

 

“Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli.”

 
“La vita è piacevole. La morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.”

 

“Se la corrente ti sta portando dove vuoi andare, non discutere.”

 

“La stranezza è nella mente di chi la percepisce.”

 

“Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso.”

 

 
“In tutta la storia della Galassia non risulta che alcuna civiltà sia mai stata così sciocca da usare le esplosioni nucleari come armi belliche.”

 

“In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l’Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l’unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate.”

 

6 aprile 2015

 
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