LIBRI - La recensione di Saro Trovato

”Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella, un libro da far leggere a tutti

Non è mia abitudine scrivere su Libreriamo di un libro o proporre una recensione. Non sono un critico, ma semplicemente un lettore. Ma, c’è ne uno di cui vorrei parlare, mi ha lasciato il segno nel cuore. Mi dispiace soltanto essere arrivato in ritardo, non averlo letto prima...

Un romanzo che riesce a regalare un’emozione unica e che merita di diventare un bestseller internazionale. Un capolavoro italiano, che merita una trasposizione cinematografica da candidare all’Oscar. Un grande scrittore che se fosse nato all’estero sarebbe già un grande best-seller internazionale

 

Non è mia abitudine scrivere su Libreriamo di un libro o proporre una recensione. Non sono un critico, ma semplicemente un lettore. Ma, c’è ne uno di cui vorrei parlare, mi ha lasciato il segno nel cuore. Mi dispiace soltanto essere arrivato in ritardo, non averlo letto prima. E’ “Non dirmi che hai paura” (Feltrinelli), di Giuseppe Catozzella, finalista e vincitore nella sezione giovani al Premio Strega 2014, il quale voglio ringraziare perché ha saputo raccontare una storia di vita che meritava di essere scritta e, soprattutto, letta. Un libro che si legge tutto in un fiato: ogni volta che ti devi fermare non vedi l’ora di ricominciare.

 

Già autorevoli personaggi del calibro di Roberto Saviano (‘Hai la sensazione che queste pagine ti abbiano cambiato’), Gad Lerner (“’Straordinario per levità, energia, speranza.’), Erri De Luca (‘Capace di raccontare la più grande epopea del nostro tempo’), Goffredo Fofi (‘Mi ha commosso come, a suo tempo, Il buio oltre la siepe’) hanno apprezzato il libro. E leggendo questo splendido romanzo si capisce subito il perché.

 

Questo libro è un grande capolavoro italiano, da far leggere a chiunque. Personalmente l’ho suggerito alle mie figlie di 14 e 12 anni, a mia madre di 76 anni, a tutti gli amici e in generale alle persone che incontro. Un libro che mette in luce una tragedia come il traffico di essere umani, la guerra, il fondamentalismo. Un libro che merita di diventare un best-seller internazionale e come soggetto può diventare un film cinematografico da Oscar. 

 

Catozzella in questo lavoro ha dimostrato una dote non comune e non riscontrabile facilmente tra gli scrittori italiani. Parlare di una storia apparentemente molto lontana dall’Italia, ma intimamente immersa nel vissuto di ciascuno di noi. E’ riuscito a far vivere al lettore una cultura diversa dalla nostra, come solo i grandi autori internazionali riescono a fare. Un libro che oltre a romanzare riesce a fare sociologia, antropologia culturale, in un modo che solo chi ha il grande dono della semplicità riesce a fare.

 

È la storia di Samia Yusuf Omar, storia che i giornali di tutto il mondo narrarono, ma che poi scomparve nel solito silenzio. L’autore è riuscito a ri-dare vita ad una ragazza somala con l’amore per la corsa, che aveva la speranza di vincere le Olimpiadi dei 100 e 200 metri. Una ragazza realmente esistita morta durante il viaggio che doveva regalarle la possibilità di trovare la propria libertà, il successo, la realizzazione.

 

Una storia paragonabile per emozione al best seller “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini. E come il libro di Hosseini è in grado di saper raccontare l’esperienza di tutti coloro che hanno avuto la sfortuna di nascere in un luogo in cui la speranza,  il futuro e le opportunità non esistono. Samia ci ha provato, aveva toccato il cielo con un dito, riuscendo a partecipare alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Il sogno era diventato realtà, diventando un caso internazionale. Purtroppo, però, il destino è stato crudele con questa ragazza, indirizzandola verso un viaggio senza una meta e senza un ritorno.

 

Malgrado ciò Giuseppe Catozzella ha ridato voce alla speranza, facendo in modo che Samia avesse ciò che meritava, il rispetto assoluto da parte dell’intera umanità. E’ riuscito a far riaccendere quei riflettori che ahimè non sono stati orientati su di lei alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Adesso, l’ultima speranza che questo libro diventi un caso internazionale perché lo merita e che qualche regista riesca a costruirne un film in grado di immortalare per sempre questa esile e grande donna.

 

Saro Trovato

 

4 marzo 2015

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