“Il filo rosso del destino: Akai Ito” di Anna Zennaro, il filo rosso della poesia haiku

Vorrei potermi fidare di te - racconto di Ilaria Gaudino

Il filo rosso del destino: Akai Ito di Anna Zennaro (poesia haiku) . L’autrice è un’artista versatile e ispirata; lo si percepisce dalla sobrietà e dall’estrema cura dedicata ad ogni aspetto di questo libro. Per prima cosa salta all’occhio la grafica: la scelta dei caratteri e i tre colori primari: il bianco, il rosso e il nero.

Allo stesso modo il ritmo ternario, proprio della poesia haiku, oltre che nei colori, si specchia nella struttura del libro. I capitoli non hanno titolo, né lo potrebbero avere; rappresentano un percorso, quello dell’autrice, in cui il lettore, se lo desidera, può rispecchiarsi, oppure trovare nelle sfumature e nella sottigliezza delle immagini e del linguaggio, un proprio intimo itinerario.

Volendo dare una traccia, si potrebbe dire che la prima parte è dedicata ai legami che si intrecciano nella vita, soprattutto con le persone che ci sono più vicine e più care; la seconda parte ha più a che fare col trascorrere del tempo con il quale dobbiamo fare i conti e l’ultima rappresenta lo scioglimento che non è però né uno sbrogliare i nodi, né un prendere atto rassegnato del necessario scioglimento di ogni legame, ma piuttosto una dissolvenza, un voler trasporre i legami e l’amore dato e ricevuto nella nostra vita su un piano più alto che si accosta all’infinito.

L’aspetto sorprendente è che il lessico da cui affiora e si dipana questo discorso, è veramente ridotto all’osso e occupato per quasi un terzo dalla ricorrente presenza del filo rosso: cinque sillabe, nella poesia haiku un verso intero, che si ripresentano in continuazione e al di là del titolo costituiscono tangibilmente il legame che unisce e tiene insieme le singole composizioni.

 

Giuliano Magurano

 

© Riproduzione Riservata
Commenti