Premio Pulitzer, Adam Johnson vince per la narrativa con un romanzo sulla Corea del Nord

Il Premio Pultizer per la narrativa, che nel 2012 non era stato assegnato per mancanza di un libro all'altezza, ha quest'anno un vincitore, proclamato ieri dalla giuria: ''The Orphan’s Master Son'', il romanzo di Adam Johnson ambientato nella Corea del Nord...

“The Orphan’s Master Son” è il titolo del libro premiato, edito in Italia da Marsilio come “Il signore degli orfani”. Di seguito, l’elenco dei premiati per il giornalismo e per le altre sezioni

MILANO – Il Premio Pultizer per la narrativa, che nel 2012 non era stato assegnato per mancanza di un libro all’altezza, ha quest’anno un vincitore,  proclamato ieri dalla giuria: “The Orphan’s Master Son”, il romanzo di Adam Johnson ambientato nella Corea del Nord. Il romanzo è tradotto in italiano con titolo “Il signore degli orfani” ed è edito da Marsilio.

IL ROMANZO VINCITORE – Il romanzo racconta la storia di Pak Jun Do, figlio di una madre scomparsa, una cantante rapita e portata a Pyongyang per allettare i potenti della capitale, e di un padre influente, direttore di un orfanatrofio. Per la sua devozione, il carattere deciso e l’acume che dimostra, lo stato gli offre una carriera molto rapida, e per Jun Do comincia un percorso senza ritorno attraverso le stanze segrete della dittatura più misteriosa del pianeta. “Umile cittadino della più grande nazione del mondo”, Jun Do diventa un rapitore professionista, costretto a destreggiarsi tra regole instabili, arbitraria violenza e richieste sconcertanti da parte dei suoi superiori per sopravvivere. L’amore per Sun Moon, attrice leggendaria, lo porterà a prendere in mano la sua vita, con un sorprendente colpo di scena.

LA CRITICA – Il romanzo è stato accolto con grande entusiasmo dalla critica, elogiato da Zadie Smith, l’autrice di “Denti bianchi, e da David Mitchell, autore di “L’atlante delle nuvole”. “Un romanzo ingegnoso e audace”, scrive Mitchell, “che dà dipendenza e, raccontando di sacrificio e libertà in un regime che ingoia i cittadini, ricorda a tutti che le vittime anonime di un’oppressione sono anche esseri umani capaci di amare.”  Il New York Times l’ha definito “un romanzo di grande forza, bellissimo, un libro che apre una spaventosa finestra sul misterioso regno della Corea del Nord e scava in profondità il vero significato di amore e sacrificio”. Wall Street Journal, The Washington Post, Amazon.com, Entertainment Weekly, The Daily beast e Slate l’hanno segnalato tra i migliori romanzi del 2012.

L’AUTORE – Nato nel 1966, Adam Johnson vive a San Francisco e insegna scrittura creativa alla Stanford University. Ha pubblicato racconti su riviste come Granta, Esquire, The Paris Review, Best New American Voices e Best American Short Stories. Vincitore del Whiting Award e del National Endowment for the Arts Fellowship, nominato Debut Writer of the Year da Amazon, è uno dei pochissimi americani ad aver visitato la Corea del Nord. La stesura de “Il Signore degli Orfani” ha richiesto un lavoro preparatorio di ricerca durato sette anni ed è attualmente in corso di traduzione in 12 Paesi.

GLI ALTRI PREMI – Nel giornalismo, quattro medaglie sono andate al New York Times, tra cui quelle per il servizio sulla famiglia del premier cinese e per quello sulle attività di Apple e Wal Mart oltreoceano; una al Wall Street Journal per gli editoriali firmati da Bret Stephens a commento sulla politica estera americana; una al Washington Post per la critica, grazie ai saggi di Philip Kennicott. L’Associated Press ha ottenuto il Pulitzer per la fotografia grazie alla copertura della guerra civile in Siria. Per il National Reporting è stato invece premiato il sito ambinetalista Insideclimate News per la documentazione sui danni provocati dagli oleodotti. Nella sezione riservata al teatro, a ricevere il riconoscimento è stato Ayad Akhtar per la commedia “Disgraced”. Nelle altre sezioni, infine, sono stati premiati “Devil in the Grove” di Gilbert King per la saggistica, “The Black Count” di Tom Reiss per la biografia, “Embers of War” di Fredrik Logevall per la storia, “Stag’s Leap” di Sharon Olds per la poesia, “Partita for 8 Voices” di Caroline Shaw per la musica.

16 aprile 2013

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