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Più dai, più hai

Oggi una persona si misura dal successo che ha ottenuto al lavoro e dal confronto, che deve essere assolutamente positivo, con gli amici, i familiari e persino i vicini di casa...

Oggi una persona si misura dal successo che ha ottenuto al lavoro e dal confronto, che deve essere assolutamente positivo, con gli amici, i familiari e persino i vicini di casa.
Ma come si fa ad essere una persona di successo? Possibile che la comunicazione e la propaganda pubblicitaria abbiano fatto tutto da soli?

Il desiderio di primeggiare ha sempre contraddistinto l’uomo. Chiamiamolo desiderio incontrollabile o lotta per la sopravvivenza, sta di fatto che il successo, anche con altri nomi, é sempre esistito.
Sforziamoci a facciamo autoanalisi: tutte le domande che porgiamo agli altri non sono un modo per testare il grado di successo finora ottenuto?

Certo che sì ma, come ben sapete, i modi per ottenerlo sono essenzialmente due: leciti e illeciti.
Ma per Adam Grant, giovane ricercatore e autore di Più dai, più hai (Sperling&Kupfer, 385 pagg), il mondo si divide in giver, taker e matcher, rispettivamente coloro che danno, quelli che prendono e quelli che soppesano ogni cosa per non rimetterci troppo.

Ma ad una attenta analisi (non mia ma del prof appena citato) sapete qual é il gruppo vincente?
Quello dei giver (stupore generale) composto da coloro che ottengono il successo anteponendo il dare al ricevere ed ottenendo così risultati duraturi, onesti e creando intorno a sé un clima di serenità e condivisione con gli altri.
Il successo non é niente se non é costellato da una rete di contatti che si basano sulla fiducia ed il rispetto.
Se state pensando di fare del successo il motore della vostra esistenza, smettete di chiedere e cominciate a dare.

 

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1 ottobre 2013

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