Il ricordo

Chi era il papà e l’uomo Carlo Alberto Dalla Chiesa raccontato dalla figlia Rita

A 38 anni esatti dall'attentato in cui Carlo Alberto Dalla Chiesa perse la vita, la figlia Rita ricorda la figura del padre nel libro "Il mio valzer con papà"
Chi era il papà e l'uomo Carlo Alberto Dalla Chiesa raccontato dalla figlia Rita

In occasione dei cento anni dalla nascita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la figlia Rita Dalla Chiesa racconta chi era suo padre nel libro “Il mio valzer con papà“. La celebre giornalista e conduttrice tv realizza un ritratto commosso, orgoglioso, tenero e vivido, di un uomo che ha incarnato il senso della giustizia e della capacità di lotta contro le diverse forme del male sociale. Il libro esce esattamente a 38 anni esatti dall’attentato in cui Carlo Alberto Dalla Chiesa perse la vita.

L’omaggio di una figlia al padre

Il libro vuole essere, soprattutto, l’omaggio di una figlia che ha perso tragicamente suo padre, strappato troppo presto all’affetto suo e dei suoi fratelli. “Ricordo, una sera, che eravamo al Circolo Ufficiali, e mio padre mi chiese di ballare. Finalmente era solo il mio papà, non il generale dalla Chiesa. Ballammo un valzer, Sul bel Danubio blu, e io ero felice. Lui con la sua divisa di gala, e io con un abito lungo giallo pastello. La foto di quel valzer con papà, per me, rappresenta tante cose. Soprattutto una spensieratezza che non era certo la nostra compagna di vita.”

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

I ricordi di bambina cresciuta con la famiglia in una caserma dell’Arma cambiando spesso città. L’adolescenza ribelle e il non saper stare troppo “nei ranghi”. Il varcare la soglia dell’età adulta fatta di nuove consapevolezze. Ma, accanto a lei, l’uomo che nonostante la sua triste e prematura scomparsa non smetterà mai di ballare insieme alla sua adorata figlia. Questa è l’immagine che Rita dalla Chiesa ha di suo padre Carlo Alberto. Il generale dei Carabinieri è stata una figura simbolo della lotta delle istituzioni italiane contro il terrorismo e la mafia, vittima il 3 settembre 1982 di un infame agguato. L’uomo era seduto al fianco della giovane seconda moglie Emanuela Setti Carraro, alla guida di una A112. In via Carini a Palermo l’auto viene affiancata da una BMW con a bordo Antonino Madonia e Calogero Ganci i quali fanno fuoco attraverso il parabrezza, con un fucile kalashnikov AK-47.

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