Come Instagram ha salvato le librerie indipendenti

Instagram è diventato il luogo ideale per condividere la passione per i libri, e di questo hanno beneficiato molte librerie indipendenti
Come Instagram ha salvato le librerie indipendenti

MILANO – Negli ultimi anni si è spesso temuta una crisi irreversibile del mondo delle librerie, prima con l’avvento di internet, poi con gli ebook, e infine con l’ingresso massiccio di Amazon come canale internazionale di distribuzione dei libri. Eppure non solo le librerie sono sopravvissute alla tecnologia, ma spesso ne hanno addirittura tratto vantaggio. Instagram ad esempio, ha avuto un influsso benefico nel mondo del libro, e ha generato un nuovo sprint per le librerie indipendenti di tutto il mondo.

 

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Da quando c’è Instagram

Da quando Instagram è entrato a far parte delle nostre vite nel 2010, siamo abituati a condividere ogni aspetto della nostra vita sotto forma di fotografie ben calcolate, con il giusto filtro e la giusta angolazione. A differenza di altri social come Facebook o Twitter, dove tendiamo ad essere più spontanei, Instagram è il luogo dove teniamo di più a mostrarci nella versione migliore di noi stessi: 30 selfie prima di decidere quello giusto da pubblicare, attenzione maniacale all’ordine compositivo delle foto e all’armonia cromatica, scelta accurata della luce migliore dove scattare, selezione dei luoghi più belli e instagrammabili, e via dicendo.

Una fiera delle vanità, se vogliamo, che però non è da demonizzare: tutti, in un modo o nell’altro, siamo attenti a come gli altri ci percepiscono e sottolineiamo quelle caratteristiche e passioni che ci mostrano intelligenti, capaci, belli. Ed ecco che, nel mondo di Instagram, il libro ha trovato il suo luogo ideale: l’hashtag #bookstagram, per dirne uno, conta più di 2.5 milioni di fotografie, ed è diventato l’hashtag di riferimento per i booklover di tutto il mondo.

 

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Sarà la bellezza delle copertine colorate, sarà l’immaginario che ogni libro porta con sé, sarà che finalmente c’è lo strumento adatto per condividere con facilità la passione per i libri: sta di fatto che amare i libri è diventato qualcosa da mostrare a tutti attraverso i social.

Librerie instagrammabili

E chi ne ha beneficiato sono state proprio le librerie indipendenti, che nel mondo occidentale sono in aumento e spesso preferite dai lettori rispetto alle grandi librerie. In Italia, ad esempio, sebbene il mercato del libro tenda comunque ad arrancare rispetto agli altri paesi europei, i dati Istat 2018 mettono in luce come i lettori si affidino sempre di più a piccole librerie indipendenti, dove è più facile instaurare un rapporto di fiducia con i librai e ritrovare una dimensione più intima e personale della lettura. Soprattutto nelle grandi città, in Italia come all’estero, le librerie indipendenti hanno cominciato a creare angoli suggestivi, atmosfere e ambienti fotografabili (o meglio, instagrammabili) che attirano i giovani lettori e contribuiscono alla notorietà social delle librerie stesse.

 

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Un post condiviso da kaitlyn ♡ (@kip_21) in data:

Books are Magic

Ad esempio, la libreria Books Are Magic di New York è una delle mete preferite degli amanti dei libri, perché oltre ad offrire una amplissima scelta di libri e incontri, mette a disposizione un bellissimo Instagram Wall. Risultato? Più di 94.000 followers sui profili social di Books Are Magic e un hashtag diventato virale. Numeri altissimi per una libreria indipendente, che solitamente non ha le disponibilità economiche per finanziare campagne pubblicitarie.

 

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Come dice appropriatamente un articolo su Vox, Books Are Magic è diventato un vero e proprio lifestyle brand per lettori, un luogo dove chi ama i libri può riconoscersi e vedersi rappresentato, una vera e propria community di booklover. Tutto sommato, dunque, Instagram ci ha resi sì più vanitosi e attenti a costruire un’immagine di noi stessi, ma ha anche determinato una nuova ondata di interesse per i libri, e ha contribuito a togliere il libro dagli scaffali polverosi e dalla percezione scolastica e un po’ noiosa che molti hanno.

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