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Leggere alla fermata

Tutti i giorni prendo i mezzi: per spostarmi da un punto all’altro del mio paese, per lavoro, per fare delle commissioni. Un appuntamento quotidiano a cui non posso mancare....

Tutti i giorni prendo i mezzi: per spostarmi da un punto all’altro del mio paese, per lavoro, per fare delle commissioni. Un appuntamento quotidiano a cui non posso mancare.

Diciamo che provo con tutta me stessa a non perderlo, l’autobus. Una quotidiana lotta contro il tempo e la mia, proverbiale, disorganizzazione.

E quelle volte che riesco ad arrivare in tempo, l’unico modo per affrontare l’attesa e/o l’eventuale ritardo é leggere.
Di solito ho un genere per la fermata (e per i mezzi in generale): può essere una raccolta di racconti oppure qualcosa di leggero che riesca a distrarmi dalla confusione, dal frastuono e che non mi faccia pensare a quello che, una volta scesa dall’autobus dovrò fare (vedi fila alla posta/ spesa etc etc).

Ma nella stragrande maggioranza delle volte in cui mi muovo, per spostamenti brevi o lunghi, porto sempre con me il mio Kindle. Il mio modello, il primo arrivato in Italia, mostra già i segni delle mia imperizia. L’ho trattato peggio del mio ex e senza una cover adeguata ha già un segno sullo schermo (ma sono sicura che su Blogario avrò tempo per parlavene).

I lunghi momenti in attesa che il pullman arrivi volano se hai con te il tuo fidato amico libro/ lettore e-book. Ma l’attesa non é più la stessa sei li hai dimenticati e scopri che uno dei due (suppongo l’e-reader) é scarico da settimane. A proposito, sempre per quanto riguarda le letture easy,  sto leggendo Quasi, quasi mi innamoro di Anna Mittone, un chick lit all’italiana.

Non va meglio se cerchi, grazie all’applicazione sul tuo telefonino, di leggere. I problemi sono diversi: la grandezza dello schermo ed il fatto che appena hai deciso di iniziare ti accorgi che hai una sola tacca di batteria.

La situazione potrebbe peggiorare qualora iniziasse a piovere, l’ombrello si rompesse ed un simpatico automobilista decidesse di fare una gincana proprio davanti alla tua fermata.

Le fermate, i luoghi dell’attesa, nel mio paese esistono pochissime banchine e quelle poche rimaste non hanno, naturalmente, i sedili.

Sarebbe un sogno se quello che sto leggendo, letteratura rosa nello specifico, trasformasse la fermate e tutto diventasse rosa shocking. Il mondo sarebbe un posto migliore, fidatevi!

Per il momento devo accontentarmi di leggere in piedi in una posa plastica degna di una top model e soprattutto con un occhio sempre attento a quello che succede intorno a me. Non vorrei farmi trovare impreparata qualora il pullman decidesse di arrivare in anticipo.

Sento già il rumore, lo vedo avanzare dietro la curva, sta per arrivare e si avvicina il momento di salire a bordo, spero solo che la frotta di ragazzini sia scesa alla fermata precedente.

E voi che cosa vi portate dietro sui mezzi? E, soprattutto, leggete alla fermata?

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