La citazione del giorno

“Lascia parlare il tuo cuore, interroga i volti, non ascoltare le lingue” di Umberto Eco

La frase del giorno è tratta dal romanzo "Il nome della rosa", il primo romanzo di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 1980
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “Lascia parlare il tuo cuore, interroga i volti, non ascoltare le lingue di Umberto Eco, del quale oggi ricordiamo la scomparsa avvenuta il 19 febbraio 2016.

La colonna sonora di oggi è “La verità” di Brunori Sas

Umberto Eco

Umberto Eco non ha bisogno di presentazioni. E’ di certo tra gli intellettuali italiani più importanti di tutti i tempi. Filosofo, semiologo, scrittore, traduttore e medievalista, ha scoperto i talenti letterari più interessanti degli ultimi 40 anni, tra cui è doveroso ricordare Pier Vittorio Tondelli.

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“In nome della rosa”

Primo romanzo di Umberto Eco, il libro è un incrocio di diversi generi, tra i quali il giallo storico, il giallo a enigma, il romanzo storico e il romanzo filosofico. Ambientato nel 1327  in un monastero benedettino tra le montagne dell’Italia settentrionale, racconta le indagini di Guglielmo da Baskerville, un frate francescano inglese, e del suo allievo Adso da Melk sulla morte misteriosa del giovane confratello Adelmo.

Attenzione e ascolto profondo

La frase di oggi “Lascia parlare il tuo cuore, interroga i volti, non ascoltare le lingue” è un invito a indagare la realtà e le relazioni in cui siamo coinvolti, senza lasciarsi sopraffare dall’insicurezza delle parole, a volte ambigue a volte confuse. Dialogare con chi ci sta accanto necessita di presenza e attenzione, di ascolto profondo, di osservazione sincera. Per poter davvero capire il messaggio che qualcuno ci sta inviando e per poter dire davvero ciò che vogliamo dire è necessario mettersi in contatto con i propri sentimenti più profondi, abbandonare qualsiasi preconcetto e affidarsi al qui e ora, ad una partecipazione attiva nell’ascolto di sé e degli altri. Solo così saremo in grado di vedere ciò che sta accadendo e di liberarci di tutte le sovrastrutture che deformano il nostro sguardo.

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