La citazione del giorno

“La vita sta lì, alla portata del salto che non facciamo” di Julio Cortazar

La frase del giorno è tratta dal romanzo "Rayuela", tradotto in Italia con il titolo "Il gioco del mondo", pubblicato per la prima volta in Argentina nel 1963
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “La vita sta lì, alla portata del salto che non facciamo” di Julio Cortazar, del quale oggi ricordiamo la scomparsa avvenuta il 12 febbraio 1984.

La colonna sonora di oggi è “Tu, forse non essenzialmente tu” di Rino Gaetano

Julio Cortazar

Julio Cortazar, all’anagrafe Julio Flonrencio Cortazar Descotte, è stato uno degli scrittori sudamericani più famosi di tutti i tempi. Naturalizzato francese, Cortazar si è misurato anche con la scrittura saggistica, con la critica letteraria, con la poesia e con la drammaturgia.

Figura sfaccettata e poliedrica, Cortazar è stato uno vero sperimentatore del linguaggio e delle strutture narrative. Maestro del racconto, è stato paragonato a Cecov e Allan Poe per la sua scrittura metafisica e fantastica e al tempo stesso altamente realistica. Con una capacità d’analisi affilata come un bisturi, Cortazar costruisce personaggi fuori dagli schemi, i cui gesti svelano più di quanto è descritto e rivelato, raggiungendo una profondità di analisi senza pari.

“Rayuela”

“Il gioco del mondo” è il romanzo più celebre di Cortazar. Costituito da 155 capitoli, è definito da una parte della critica un iper-romanzo, cioè un romanzo che per caratteristiche strutturali, di contenuto e di stile va oltre i normali romanzi e che Calvino definiva come luogo in cui universi distinti si intersecano creando così una macchina che è in grado di moltiplicare le narrazioni.

Il romanzo può essere letto seguendo l’ordine suggerito dall’autore all’inizio del testo o seguendo l’ordine di comparizione dei capitoli. Questo perché l’opera è stata scritta seguendo il flusso di coscienza di diversi personaggi e quindi è composta da diversi punti di vista e da linee narrative parallele.

La trama non è omogenea ma è definita dall’incontro di personaggi diversi, di cui Cortazar indaga moti e stati d’animo, caratteristiche psicologiche e le relazioni che questi intrattengono, relative all’amore, all’amicizia, all’arte, alle passioni e alla morte. Il personaggio attorno a cui ruota tutto è Horacio Oliveira, un argentino che si sposta tra Parigi e Buenos Aires e che tenta di indagare la condizione umana da più punti di vista possibili.

Salta che ti passa

La frase di oggi “La vita sta lì, alla portata del salto che non facciamo” ci permette di ragionare sulla condizione dell’artista innanzitutto e di tutti coloro che approcciano alla vita tentando di andare oltre la sua conoscenza superficiale. A chi non è mai capitato, quando si doveva misurare con una sfida che rimetteva in gioco la propria visione del mondo e la propria capacità di leggerlo e affrontarlo, di sentirsi perso, spaventato al punto da divenire immobile?

Tutto ciò che si trova al di là del conosciuto potrebbe essere una minaccia, potrebbe portare alla scoperta di scenari che non sempre siamo pronti a osservare o a scoperchiare cassetti in cui abbiamo deciso di relegare traumi e dolori, insicurezze e sconfitte, azioni di cui non andiamo fieri e omissioni di cui ci vergogniamo. Tutte queste cose, viste da vicino, sono da un lato il trampolino verso una versione migliore di sé ma dall’altro sono un buco nero dentro il quale si rischia di finire e dal quale non si riesce più a tornare indietro.

Ma l’unica risposta possibile è lì, su quel confine, sul limite delle proprie zone d’ombra e dei propri fallimenti, oltre la paura che congela le nostre azioni. Delle volte l’incoscienza può anche essere salvifica, può svelarci scenari inusitati. Perciò è necessario saltare oltre il confine, o per dirla alla Goethe, qualsiasi sia il nostro sogno, qualsiasi sia la nostra aspirazione, cominciamo! “L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Cominciamo ora!”

 

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