La citazione del giorno

“La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro” di Jacques Prevert

La frase del giorno è la parafrasi di un verso della poesia “Baciami”, tratta dalla raccolta “Storie e altre storie” di Jacques Prevert, pubblicata nel 1943
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro” di Jacques Prevert, del quale oggi ricordiamo la nascita avvenuta il 4 febbraio 1900.

La colonna sonora di oggi è “E la vita, la vita” di Enzo Jannacci 

Jacques Prevert

Il poeta e sceneggiatore Jacques Prevert nasce in una cittadina non distante dalla Senna, nella regione dell’Ile de France. Secondo di due figli, collaborerà per tutta la vita con il fratello Pierre, noto regista. L’infanzia è inizialmente caratterizzata da un periodo di grosse ristrettezze economiche, in conseguenza delle quali il padre è obbligato trasferire la famiglia a Parigi, per lavorare presso l’Ufficio centrale dei poveri. Spesso il giovane Jacques accompagna il padre durante le sue visite lavorative, e lo stato di difficoltà e indigenza che si trova a osservare diventerà protagonista del film “Amanti perduti”, che scriverà per Marcel Carnè nel 1944 e che la critica considera uno dei più bei film del cinema sonoro francese.

Poco portato per la disciplina scolastica, Prevert lascerà gli studi a quindici anni, dopo la licenza media, e prima di approdare alla scrittura, farà moltissimi lavori tra i quali l’impiegato ai grandi magazzini Le Bon Marché. Appassionato di teatro, che frequenterà sempre in maniera assidua anche nei periodi di difficoltà economiche, seguendo la tradizione e la passione paterna, Prevert diventerà amico degli artisti parigini legati alle avanguardie letterarie e teatrali e entrerà a far parte di movimenti che hanno fatto la storia della letteratura e del teatro contemporanei: prima si avvicina ai surrealisti di Andrè Breton, poi al gruppo teatrale Gruppo Ottobre e intanto scrive testi per bambini, che arriveranno anche nella tv francese, con la regia del fratello Pierre.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, inizia a pubblicare poesie, che riscuotono un discreto successo di pubblico e di critica e a lavorare in radio. Proprio alla radio è legato il grave incidente che lo lascerà in coma diverse settimane e lo costringerà a letto per diversi mesi: la caduta dalla finestra degli uffici della redazione, avvenuta nel 1948. Durante il periodo di convalescenza, però, la sua attività creativa non si arresta, anzi si intensifica e si espande: Prevert si avvicina all’arte del collage e alla scrittura di saggi sulla pittura. Vive gli ultimi anni della sua vita lontano da Parigi e dagli incontri culturali, nel piccolo paesino di Omonville la Petite.

LIBRI - Le poesie di Jacques Prévert

Jacques Prévert, le poesie più belle

“Storie e altre storie”

Apparso nel 1946, lo stesso anno di “Parole”, “Storie” è una delle raccolte più famose di Jacques Prévert. Nelle poesie contenute in quest’opera si manifesta la vocazione narrativa della sua scrittura in versi e compaiono i temi caratteristici preferiti dal grande poeta francese: l’amore, la vita quotidiana, l’arte, Parigi e il suo fascino.

Attraverso le poesie di questa raccolta, Prevert si racconta e racconta il mondo dell’epoca, passando da episodi legati alle sceneggiature impegnate su cui sta lavorando a vicende legate alla contestazione politica militante. Una scrittura e un modo di sentire la vita dedicati a liberare il mondo dalla sua stupidità, rivolti a recuperare sentimenti e passioni che aiutino l’uomo a ritrovarsi e a riacquistare la propria dignità.

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La vita che è in noi

Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio”, amava ripetere Jacques Prevert. Era ironico, lui, ed entusiasta, sentimentale e sincero e soprattutto credeva nell’amore, in quel sentimento corrosivo e al tempo stesso capace di generare vita e speranza. Prevert ha visto nell’amore il mezzo per salvare il mondo e se stessi, uno strumento di ricerca valido, però, solo se spontaneo e libero da schemi predefiniti e regole di funzionamento: un sentimento da vivere qui e ora, perché la vita vera non può tenersi a bada e a distanza, non ha tempo per poter essere rimandata. 

Come ben racconta nella poesia “Baciami”, di cui la citazione di oggi “La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro” sembra quasi un corollario: 

In un quartiere della ville Lumiére
Dove fa sempre buio e manca l’aria
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Lei era sulle scale
Lui accanto a lei e lei accanto a lui
Faceva notte
C’era un odore di zolfo
Perché nel pomeriggio avevano ucciso le cimici
E lei gli diceva
“È buio qui
Manca l’aria”
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Il sole del buon Dio non brilla da noi
Ha fin troppo lavoro nei quartieri ricchi.

“Stringimi tra le braccia
Baciami
Baciami a lungo
Baciami
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Qui si crepa di tutto
Dal caldo e dal freddo
Si gela si soffoca
Manca l’aria
Se tu smettessi di baciarmi
Credo che morirei soffocata
Hai quindici anni ne ho quindici anch’io
In due ne abbiamo trenta
A trent’anni non si è più ragazzi
Abbiamo l’età per lavorare
Avremo pure diritto di baciarci
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Baciami!”.

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