La citazione del giorno

“Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni” di Amedeo Modigliani

La frase del giorno è “Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni”, scritta da Amedeo Modigliani in una lettera inviata all’amico e compagno di studi Oscar Ghiglia nel 1905

 
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni” di Amedeo Modigliani, del quale oggi ricorre il centenario della scomparsa, avvenuta il 24 gennaio 1920.

La colonna sonora di oggi è “Teste di Modì” di Caparezza

Modì

Colli lunghi e morbidi, occhi a mandorla ma bui come fossero rivolti all’interno, mani affusolate: le opere di Modigliani hanno un fascino inconfondibile e lasciano allo spettatore una sensazione di mistero. La forza della sua espressività ha creato il mito, insieme alla vita sregolata di cui tanto si è raccontato. Eppure Modì, l’artista maledetto come suggerisce anche l’assonanza dell’abbreviazione con il francese “maudit”, era un conoscitore dell’arte straordinario, affascinato dai grandi maestri come Masaccio e dai contemporanei come Toulouse-Lautrec.

Nato in una famiglia di origine ebraica di commercianti di legno e carbone, in un momento di crisi finanziaria, Amedeo Modigliani fu afflitto da gravi problemi di salute fin dall’adolescenza e trascorse molto tempo in casa dedicandosi al disegno e dimostrando straordinarie capacità. Dopo gli studi a Firenze e Venezia, si trasferì a Parigi, all’epoca patria delle avanguardie artistiche e culturali. Morirà giovanissimo, a soli 36 anni, a causa di una meningite.

Modigliani il principe

Il romanzo biografico di Angelo Longoni, pubblicato da Giunti lo scorso anno, è un tentativo di indagare e restituire un’immagine più complessa e completa dell’artista, raccontandolo sotto diversi aspetti e in diversi contesti. All’anagrafe Amedeo, in famiglia Dedo, semplicemente Modigliani per collezionisti e critici, fu Modì per i suoi amici e colleghi parigini, che lo definirono anche “il principe” avendo colto in lui non solo il talento assoluto ma anche la naturale eleganza.

Una storia intensa, in cui viene fuori la vera spinta creativa di Modigliani, la sua ricerca profonda, tanto da affermare: “Ciò che cerco non è né il reale né l’irreale, ma l’inconscio, il mistero dell’istintività della razza umana”.

 

La lettera a Oscar Ghiglia

Nel 1905 Modigliani sente la necessità di scrivere al suo amico e collega di studi, prima a Livorno e poi Firenze, una lettera sentita in cui racconta di quanto la sua vita fosse legata all’arte in maniera inscindibile.

Noi (scusa il noi) abbiamo dei diritti diversi dagli altri, perché abbiamo dei bisogni diversi che ci mettono al di sopra – bisogna dirlo e crederlo – della loro morale. Il tuo dovere è di non consumarti mai nel sacrificio. Il tuo dovere reale è di salvare il tuo sogno. La Bellezza ha anche dei doveri dolorosi: creano però i più belli sforzi dell’anima…

… però decidi, non ti esaurire, abituati a mettere i tuoi bisogni estetici al di sopra dei doveri sugli uomini”.

Nonostante Modigliani abbia lasciato pochi scritti, giusto delle lettere e qualche appunto a margine di disegni, il suo modo di sentire e di pensare il mondo appare assolutamente chiaro in questo passaggio, così come appare chiara la sua ispirazione: la vita è fatta per creare Bellezza! Consapevole della sua scelta e del dolore che inevitabilmente porta, Modigliani è stato in grado di affrontare e superare povertà, malattie e disagi e di donare al mondo opere d’arte di assoluto valore. Ha saputo andare oltre le contingenze pur di perseguire il suo sogno.

La citazione di oggi è una magnifica esortazione a guardare al di là dei bisogni e dei sacrifici che la vita ci chiede, a indagare dentro di noi alla volta delle meraviglie che conteniamo, a spostare la nostra attenzione e a rivolgere tutti i nostri sforzi per mantenere viva la fiamma della passione, della propria personale intelligenza e della propria inconfondibile immaginazione. Diamo potere ai sogni! Diamo potere alla Bellezza!

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