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La ricorrenza

Come il romanzo “Cuore” ha rivoluzionato il modello della scuola italiana

Con “Cuore” Edmondo De Amicis raccontò all’ Italia un nuovo modo di fare scuola, mettendo i ragazzi e i loro valori al primo posto.

Oggi ricorre l’anniversario della morte dello scrittore e pedagogo italiano Edmondo De Amicis. Nato a Oneglia il 24 ottobre del 1846, morì a Bordighera il giorno 11 Marzo 1908. Definito poeta della fratellanza e della bontà, fu un’importante figura culturale di riferimento. Il suo capolavoro letterario “Cuore” è ancora oggi un libro fondamentale per l’approccio alla scuola, sia per gli insegnanti che per gli studenti.

L’importanza di “Cuore” per la scuola di oggi

“Cuore” è un libro apertamente dedicato ai ragazzi che racconta le vicende dell’ intero anno scolastico di una classe. Si parla della terza elementare per la precisione, raccontata, qualche anno dopo, da uno degli alunni. Pubblicato nel 1886 dalla casa editrice Treves, “Cuore” fu superficialmente recensito come “libro dei buoni sentimenti”. L’opera era invece un omaggio a quella scuola, ancora considerata utopica all’epoca, gratuita, laica e aperta a tutti che potesse preparare i ragazzi alla vita. Una scuola che fosse la pietra angolare del nuovo stato unitario, dove convivessero cooperazione tra le classi sociali, uguaglianza e rispetto tra gli alunni. La scuola di Edmondo De Amicis era il luogo dove formare i giovani appartenenti al sogno appena realizzato, ma non ancora completato dell’Unità d’Italia, un ascensore sociale per tutti. La lotta all’analfabetismo, l’insegnamento di una lingua madre unica in tutto il Paese e la convivenza delle diverse classi sociali in una realtà senza differenze erano lo scopo di De Amicis. Un ideale non solo letterario ma anche sociale. Oggi la scuola è esattamente questo, o perlomeno, è quello per cui gli insegnanti, lavoratori con una grandissima responsabilità e degni di questo nome, continuano a lottare.

 

“Piccolo soldato dell’immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana.”

La vita di Edmondo De Amicis

Ligure di nascita, studia in Piemonte, prima a Cuneo e poi a Torino. Ancora giovane sceglie la carriera militare ed entra nell’Accademia Militare di Modena fino al 1865. Vuole comunque assecondare la vocazione letteraria e a Firenze dirige il giornale “l’Italia militare”, nel 1870 è corrispondente de “La Nazione”. Conclusa la stagione con l’esercito, De Amicis inizia a dedicarsi alla letteratura educativa che lo renderà il grande scrittore che conosciamo oggi.

 

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