Le frasi più belle di Cesare Pavese

Cesare Pavese, le citazioni più celebri del grande scrittore italiano

Oggi, il mondo letterario ricorda l’anniversario di nascita di Cesare Pavese, scrittore italiano nato nel 1908 a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo. Per ricordarlo, abbiamo selezionato le sue frasi più celebri
Cesare Pavese, le citazioni più celebri del grande scrittore italiano

MILANO – Difficile condensare in un unico articolo la vita e le opere di Cesare Pavese, uno dei più grandi scrittori che possiamo vantare di avere. Ma oggi, per ricordare questa importante figura letteraria, abbiamo deciso, oltre ad una breve monografia, di offrirvi anche la selezione delle sue citazioni più celebri. Leggete e condividete.

 

“Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune gioco di stagione.”

“Far poesie è come far l’amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.”

“È religione anche non credere in niente.”

“La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.”

“Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale.”

“Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l’andar degli anni si soffre sempre di più?”

“ La strategia amorosa si sa adoperare solo quando non si è innamorati.”

“ Non dobbiamo lagnarci se una persona a noi carissima ci presenta a volte atteggiamenti odiosi che ci tirano i nervi o, comunque, ci fanno soffrire. Non dobbiamo lagnarci, ma tesorizzare avidamente queste nostre ire e amarezze: ci serviranno per lenire il dolore il giorno che quella persona ci verrà in qualche modo a mancare.”

“ Ogni lusso che ci si concede si deve pagare e tutto è un lusso, a cominciare dallo stare al mondo.”

“ Non è che si esprima niente, scrivendo. Si costruisce un’altra realtà, che è parola.”

 “C’è qualcosa di più assurdo dell’amore? Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.”

 

 

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