Buon compleanno Luis Sepulveda

Buon Compleanno – 4 ottobre. Tanti auguri a Luis Sepulveda, scrittore cileno

Il mondo delle lettere festeggia oggi il compleanno di Luis Sepulveda, scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista ed attivista cileno
Buon Compleanno – 4 ottobre. Tanti auguri a Luis Sepulveda, scrittore cileno

MILANO – Il mondo delle lettere festeggia oggi il compleanno di Luis Sepulveda, scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista ed attivista cileno naturalizzato francese che oggi compie 68 anni.

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I PRIMI ANNI DI VITA – Luis Sepulveda nasce nel 1949 in una camera d’albergo di Ovalle, nel Cile. I suoi genitori si ritrovarono lì perché messi in fuga a seguito di una denuncia, alla cui base c’erano ragioni politiche, emessa dal nonno materno nei confronti del genero. Ha trascorso quindi i primi anni della sua vita a Valparaìso, in compagnia del nonno paterno, dello zio e di Salgari, Conrad e Melville, che ben presto gli hanno trasmesso l’amore per la scrittura e per l’avventura.

 

L’ADOLESCENZA TRAVAGLIATA – Tra i quindici e i diciassette anni Sepulveda si iscrive alla Gioventù comunista e diviene redattore del quotidiano ‘Clarìn’. A soli vent’anni ottiene il Premio Casa de las Americas con il suo primo libro di racconti, ‘Crònicas de Pedro Nadie’, e a seguire, una borsa di studio per corsi di drammaturgia della durata di cinque anni presso l’Università Lomonosov di Mosca. Resta tuttavia nella capitale russa solo 4 mesi : per ‘atteggiamenti contrari alla morale pubblica’ viene infatti espulso, ed è così che la sua vita errabonda prende davvero il via.

 

L’ATTIVITA’ COME REGISTA – Ritorna in Cile, ma ha contrasti con il padre. Viene allontanato dalla Gioventù comunista e così decide di militare tra le file dell’Ejercito de Liberacion Nacional in Bolivia. Tornato in Cile, consegue il diploma di regista teatrale, allestisce spettacoli, scrive racconti, lavora alla radio, diviene responsabile di una cooperativa agricola, entra a far parte del partito socialista e della guardia personale di Salvador Allende. Sono anni felici per Sepulveda. Con il colpo di stato del 1973 e la dittatura del generale Pinochet, Sepulveda viene catturato, interrogato, torturato. Per sette mesi resta chiuso in una cella della caserma di Tucapel, uno stanzino largo cinquanta centimetri, lungo un metro e mezzo, e così basso da non potersi mai alzare in piedi. Per due volte deve intervenire Amnesty International, che gli permette di essere scarcerato, e di commutare la condanna a morte in un esilio della durata di otto anni.

 

LA CARRIERA DI SCRITTORE – Invece di volare in Svezia, dove gli era stata promessa la cattedra di drammaturgia presso l’Università di Uppsala, Sepulveda scappa in Brasile e poi in Paraguay, quindi in Ecuador, dove riprende a far teatro e partecipa alla spedizione dell’UNESCO dedicata allo studio dell’impatto della civiltà sugli indios Shuar. Per sette mesi dunque vive in Amazzonia, esperienza che sarà alla base di un capolavoro, ‘Il vecchio che leggeva romanzi d’amore’. Dopo aver ottenuto la cittadinanza nicaraguese e aver vissuto ad Amburgo, dal 1982 al 1986 lavora con Greenpeace. Dal 1996 vive a Gijon, in Spagna, con la compagna Carmen e i figli. Dal punto di vista letterario Sepulveda ha la capacità di essere lirico, essenziale e toccante, ma nei suoi scritti vi è anche fortezza, audacia, senso critico e coraggio. ‘Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare’ è stato trasposto in un film animato nel 1998 da Enzo D’Alò, ma ritroviamo il suo nome anche tra i titoli di coda di ‘Nowhere’ e di ‘Corazonverde’, documentario di cui lo stesso Sepulveda è regista, insieme a Diego Meza.

 

 

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