Gli autori preferiti di Jim Morrison, il poeta cantante

Jim Morrison amava leggere tantissimi libri: studente prodigio, seguace di Arthur Rimbaud, amante della filosofia. Ecco i suoi autori preferiti
Gli autori preferiti di Jim Morrison, il poeta cantante

MILANO – Jim Morrison è stato inserito da Rolling Stones nella lista dei 100 migliori cantanti. Irrequieto, affamato di verità e con una grande sensibilità, Jim Morrison era anche un appassionato lettore: è proprio dai libri che ha tratto la sua poetica e la sua ispirazione. Lo stesso nome dei The Doors ha subito l’influenza della poesia di William Blake “Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è: infinita”, che verrà ripresa successivamente da Aldus Huxley. Per conoscere meglio il frontman dei The Doors serve approfondire le sue letture e conoscere i suoi modelli letterari.

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Uno studente prodigio

Jim Morrison si è sempre dimostrato tra i banchi scolastici come uno studente molto in gamba e soprattutto come un fervido lettore. Basti pensare che quando frequentava le superiori fu l’unico alunno ad aver letto e compreso l’Ulisse di Joyce. Ma non finisce qui: leggeva anche trattati di demonologia del secolo XVI e XVII e si appassionò ai classici come Balzac, Rimbaud, Molière, Blake, Camus, Baudelaire, Yeats e Dante, emergendo tra gli studenti. Al Liceo George Washington il suo professore lo ricorda come uno studente che leggeva moltissimo e il cui rendimento era eccellente. Le sue letture erano inconsuete e gli insegnanti andavano a controllare se i titoli a cui si riferiva nei temi esistessero davvero.

Rimbaud come poeta modello

La poesia era la passione più profonda di Jim Morrison. Trascorreva ore e ore nella sua cameretta a leggere le poesie dei suoi poeti preferiti. In primis adorava i poeti della Beat Generation e il poeta maledetto Arthur Rimbaud. Si racconta che alle superiori, mentre viveva a San Francisco, marinasse la scuola per frequentare la libreria del poeta beat Lawrence Ferlinghetti. Ma era Rimbaud il suo modello e il suo idolo che lo portò alla scrittura. La canzone “End of the night”, contenuta nel primo album dei The Doors si ispira alla poesia “Le pauvre sorge” di Rimbaud.
Jim si vede molto simile al poeta francese. Hanno molti punti in comune, come il rapporto negativo con la famiglia, la società borghese e il “deragliamento dei sensi”. Solo sconvolgendo i sensi, si apre di fronte a noi la strada della verità e della conoscenza. Con il tempo per Jim Morrison la via dell’eccesso è quella che ti conduce al “palazzo della saggezza”, citando un aforisma di William Blake.

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La poesia come fonte d’ispirazione per la musica

Dopo l’incontro con Ray Manzarek, i due fondarono la storica band dei The Doors. Il titolo del gruppo deriva da William Blake, ripreso poi da Aldus Huxley nel libricino “Le porte della percezione“, che diventerà il libro dei moti del ’68.
Tutte le letture fatte da ragazze trovano libero sfogo nella musica. Infatti i testi di Jim Morrison sono un insieme di filosofia, poesia, tragedia greca e poesia beat. Il linguaggio è a volte oscuro, scarno ed esoterico.

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