Sanremo, i dieci scrittori che avrebbero potuto comporre una grande canzone per il festival

In sessantaquattro edizioni, il festival di Sanremo ci ha regalato canzoni memorabili e meno memorabili. Capita spesso che gli autori dei testi non siano poi quelli che presentano il brano sul palco dell’Ariston...

Da Dante Alighieri, per la voce Luciano Ligabue, a Carlo Emilio Gadda, per quella di Daniele Silvestri, ecco dieci scrittori che avrebbero potuto comporre i testi dei brani  

MILANO – In sessantaquattro edizioni, il festival di Sanremo ci ha regalato canzoni memorabili e meno memorabili. Capita spesso che gli autori dei testi non siano poi quelli che presentano il brano sul palco dell’Ariston. Proprio pensando a questa scissione tra paroliere e cantante e al tempo stesso all’intimo legame tra poesia e musica, abbiamo proposto nell’editoriale di ieri le “Quote Inchiostro”, ossia che almeno il 50% dei testi delle canzoni cantate a Sanremo fossero affidati agli scrittori. Ci siamo così divertiti a pensare a 10 scrittori italiani – non solo contemporanei, ma anche del passato – che ci piacerebbe avessero scritto un brano per il Festival. Per rendere il “gioco delle coppie” ancora più accattivante, abbiamo scelto anche 10 cantanti – uno per autore – adatto a interpretare al meglio il pezzo. Chi vorreste vedere all’opera?

Dante Alighieri – Luciano Ligabue
Chi meglio del Sommo poeta potrebbe comporre un brano che sappia parlare d’amore e di passione al cuore del pubblico? Luciano Ligabue, con il suo sound profondo, potrebbe arricchire di sfumature una tematica immensa e sfumata al massimo grado come quella dell’amore.

Primo Levi – Francesco Guccini
Una canzone che parli del passato, di quello che è stato e non dovrà mai più ripetersi, dal punto di vista di chi l’ha vissuto. La scelta di Guccini – già cantore di un testo come “Auschwitz” – ci è sembrata quasi obbligata. Senza dubbio doverosa.

Francesco Petrarca – Mina
Amore perduto e lontano, amore sfiorato, ma mai posseduto completamente. Il ricordo di qualcosa che si è perso può essere doloroso e curativo al tempo stesso. La memoria può servire a guarire dalla passione, ma anche a struggersi in eterno per la perdita. Parole di Francesco Petrarca, voce di Mina.  

Lodovico Ariosto – Francesco Renga
“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto”. Ce n’è abbastanza per una canzone da Festival di Sanremo, non credete? Magari una canzone non troppo nostalgica, ma più votata all’ironia. Francesco Renga, con la sua voce potente e sfumata, sarebbe in grado di interpretare al meglio qualsiasi canzone. Senza dubbio anche questa.

Italo Calvino – Tiziano Ferro
Città invisibili o sentieri che si snodano tra foresta e ricordo. Italo Calvino, con la sua fantasia mirabolante, ma anche la rara capacità di unire fantastico e reale, e di parlare ai posteri e non solo ai contemporanei sarebbe stato un autore di canzoni perfetto. Per dar voce ai suoi versi abbiamo pensato a un interprete come Tiziano Ferro, capace di dar vita con naturalezza e sensibilità alle cose che canta.  

Umberto Eco – Franco Battiato
Una canzone labirintica e intricata, come le sue storie. Una voce come quella di Franco Battiato capace di trasmettere agli ascoltatori tutta la complessità e la problematicità della storia raccontata.

Elsa Morante – Laura Pausini
Storie di donne, storie di amori che ritornano – oppure no. Storie di come gli eventi, anche quelli lontani, possano ripercuotersi sulle nostre esistenze, come il battito di una farfalla che provoca un maremoto dalla parte opposta del mondo. A cantare la storia di Elsa Morante, una delle voci più rappresentative della canzone italiana nel mondo, Laura Pausini.

Emilio Salgari – Roberto Vecchioni
Viaggi avventurosi e tempeste implacabili. Duelli, pirati, principesse da salvare. Una canzone può servire anche per raccontare una storia. E chi meglio di Salgari avrebbe potuto racchiudere in strofe e ritornelli un racconto, far viaggiare per terre e lidi il pubblico senza mai muoversi dalla poltrona di casa? L’abbinamento con Vecchioni è ideologico, stilistico. Anche il cantautore, infatti, nelle sue canzoni ha sempre descritto dei mondi, raccontato delle storie.

Alda Merini – Fiorella Mannoia
Una delle voci poetiche italiane più forti, e spesso meno considerate, degli ultimi cento anni. Per cantare la sua canzone non poteva che salire sul palco una donna. Abbiamo scelto la Mannoia per la sua capacità di interpretare e toccare, con la voce, le note più intime del pubblico.

Carlo Emilio Gadda – Daniele Silvestri
Immaginiamo una canzone che parli di Roma, cantata da un cantante romano. Immaginiamo una canzone potente, ma anche ironica, cantata da un interprete capace di prendersi in giro e giocare con le parole e con la musica.  

Roberta Turillazzi

20 febbraio 2014

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