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Andrea Giannasi, “La distribuzione dei libri in Italia non è uguale per tutti”

Le librerie indipendenti stanno incontrando una serie difficoltà di sopravvivenza. Lo afferma Andrea Giannasi, direttore editoriale di Prospettiva Editrice. Secondo Giannasi le piccole-medie realtà editoriali sono le prime a risentirne della crisi dell’editoria in Italia. Vie d’uscita? Investire sul territorio, organizzando festival, eventi, incontri letterari, per avere la possibilità di vivere in mezzo alla gente…

Secondo il direttore di Prospettiva Editrice c’è uno squilibrio tra grandi e piccoli gruppi editoriali

  
MILANO – Chi non fa parte dei grandi gruppi editoriali rischia di scomparire dal mercato dell’editoria italiano. E’ questo l’allarme lanciato da Andrea Giannasi, direttore editoriale di Prospettiva Editrice, la piccola realtà indipendente nata a Siena nel 1999.

MERCATO CHIUSOI distributori di libri a livello nazionale sono una decina. Ci sono 40-50 distributori regionali, alcuni dei quali molto piccoli. Giannasi descrive il mondo della libreria italiana come un mercato chiuso, lontano anni luce rispetto alle grandi strutture esistenti in Germania, in Inghilterra o negli Stati Uniti. “I 7mila editori italiani messi insieme fatturano meno di aziende italiane come Barilla, Benetton. Una grande azienda italiana fattura molto di più rispetto a quanto fattura tutta l’editoria italiana”.

CATENE LIBRARIE – Una situazione di crisi accentuata anche dai dati Nielsen usciti recentemente sulla lettura dei libri in Italia, che vede il numero di lettori ed acquirenti di libri in costante calo. Giannasi spiega come avviene la distribuzione dei libri oggi nel Bel Paese. “I grandi distributori sono stati acquisiti dai grandi gruppi editoriali, che a loro volta hanno acquisito alcune grandi catene librarie. In sintesi, avviene che il libro esce dalla grande casa editrice, entra nella grande distribuzione, e arriva nella libreria di proprietà della stessa casa editrice che l’ha acquistata”.

LIBRI PIU’ “VENDIBILI” DI ALTRI – Gli autori di libri che si trovano fuori dalle grandi catene librarie, al momento della distribuzione e della promozione delle proprie opere incontrano una serie di difficoltà. “Per un piccolo-medio editore rivolgersi ad un grande distributore significa sottostare ad una serie di regole che non gli danno la certezza di avere una buona visibilità”. Secondo Giannasi nel mondo dell’editoria di oggi vige la regola del ‘vende solo ciò che vende’. ”I libri scritti dal giornalista, dal comico o dal cantante del momento stanno abbondando sempre più all’interno del panorama librario, rubando spazio alle opere della maggior parte delle case editrici, i cui  libri di narrativa e di poesia, scritti da autori poco conosciuti, hanno maggiori difficoltà ad entrare all’interno delle librerie”. Opere non dimenticate, ma che semplicemente vengono inserite in catalogo e sono ordinabili, senza però essere disponibili in libreria, e in molti casi nemmeno nel magazzino del distributore.

SOLUZIONI ALTERNATIVEArriva anche in Italia l’onda lunga della crisi delle catene librarie, con quest’ultime che incominciano a dare segni di sofferenza di fronte ai numeri della distribuzione in Italia. Secondo Giannasi sarebbe comunque improponibile avere un distributore che si incarichi di distribuire tutti i libri editi. Ecco che, quindi, si aprono nuove strade di sopravvivenza per i piccoli-medi editori. Giannasi ne cita alcune. “La prima alternativa alla crisi proviene dal territorio, e consiste nell’organizzare festival, eventi, incontri letterari, per avere la possibilità di entrare direttamente in contatto con la gente. Un altro escamotage è rappresentato dalla partecipare alle fiere, come ad esempio quelle di Torino, Roma, Pisa, Modena. Una soluzione alternativa sarebbe inoltre la creazione di  catene di 20-30 librai indipendenti, che diventano quindi i librai di fiducia del marchio editoriale”. Un discorso a parte è quello riservato agli e-book. “E’ una fetta del futuro del libro, ma il cartaceo esisterà sempre. Il suo vantaggio consiste nella velocità e nell’immediatezza. Non sarà la soluzione alla crisi, anzi potrebbe creare un buco ulteriore nel mondo del libro. Se gli e-book prenderanno terreno, i librai scompariranno, e quindi non ci sarà più un filtro nel mezzo, con gli editori venderanno direttamente senza più distributori”.

 

12 aprile 2012

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