“Alice nel paese delle meraviglie” e le sue interpretazioni

Ancora oggi, Alice nel paese delle meraviglie è una di quelle storie che desta curiosità per via dei suoi significati nascosti. Noi ve ne sveliamo alcuni

MILANO – “Alice nel paese delle meraviglie” fu scritto da Lewis Carroll nel 1865. Ha ispirato un gran numero di film, opere teatrali, cartoni animati. Non è un semplice racconto per bambini ma una sorta di satira con una sua mitologia e una serie di similitudini e metafore che sono state sfruttare da Carroll. Molta di questa simbologia è stata analizzata in ogni ambito: letterario, sociologico, psicologico. E tutto per una storia inventata da questo reverendo matematico nel corso di una gita in barca assieme a tre bambine, di cui una chiamata proprio Alice.

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Mondo sottosopra

Rappresenta inevitabilmente il rapporto conflittuale tra età infantile ed età adulta. Alice si confronta con una realtà in cui nome e regole sono capovolte; da qui non le deriva alcun insegnamento utile per l’accesso al mondo dei grandi (come nel tradizionale romanzo di formazione) né alcun insegnamento o precetto morale tipico della letteratura per l’infanzia o del corpus di fiabe e favole.

Dimensione onirica

Come scopriamo nel finale, quello di cui abbiamo letto è semplicemente un sogno della protagonista, fatto nel corso del pomeriggio. Questo spiegherebbe molti meccanismi narrativi, tra cui le fughe rapide in situazioni spiacevoli o la presenza di elementi topici.

La caduta

Mentre insegue il Bianconiglio, Alice finisce in una tana profonda. Questa caduta è stata interpretata da studiosi e psicologici come una caduta nell’inconscio e ricorda la sensazione di cadere che si ha durante il sonno e che porta molti soggetti a risvegliarsi bruscamente.

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La fretta del Bianconiglio

Questo personaggio è noto per essere inafferrabile e sempre di fretta; proprio per questo è stato interpretato come una rappresentazione dei genitori che caricano di ansie e stress i propri figli.

La crescita

Il Brucaliffo a propria volta, rappresenta la razionalità degli adulti. In parte, rappresenta anche la saggezza ma si mostra comunque insofferente nei confronti di Alice che dovrà cercare la soluzione da sola per poter crescere.

Alice

Il personaggio della protagonista rappresenta l’infanzia libera e spensierata ma non ingenua né sciocca. Alice è capace di rapportarsi con il mondo che la circonda e con le problematiche che ne derivano senza tuttavia perdere una dote fondamentale, tipica dell’infanzia: la fantasia.

Il Bianconiglio

E’ sicuramente uno dei personaggi più fortemente umanizzati della storia e, in un certo senso, potremmo dire che è il corrispettivo e contrario di Alice, in rappresentazione del mondo adulto. Va sempre di fretta, sempre impegnato – e non si capisce mai, all’effettivo, quali possano essere i suoi impegni – e sempre stressato. Esattamente come ogni adulto che si rispetti. E molto spesso tende anche a non capire quello che Alice gli dice.

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Il Brucaliffo

E’ tendenzialmente scostante e brusco ma allo stesso tempo ha insita una sorta di saggezza – che non è chiaro se derivi o meno dai fumi del narghilè che sta fumando. Rappresenta il simbolo del mutamento, tant’è che, alla fine del suo dialogo con Alice, si trasforma in farfalla.

Lo Stregatto o Gatto del Cheshire

Rappresenta il tipico elemento di disordine all’interno dell’ordine costituito, nonostante paradossalmente sia proprio lui stesso a rivelare ad Alice che in quel mondo di “meraviglie” siano tutti matti. Alcuni lo interpretano come una rappresentazione dell’autore stesso.

La Regina di cuori

E’ sicuramente uno dei personaggi più iconici della favola ed è contraddistinta da un sentimento in particolare: la rabbia. In parte, anche lei ricorda il mondo degli adulti e la risoluzione dei problemi con metodi drastici: tagliare la testa.

L’influenza del racconto è arrivata a convincere anche alcuni psichiatri a dare il nome di Alice ad una psicopatologia: cosiddetta sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (sigla in inglese AIWS), un disturbo neurologico che colpisce la vista e che si presenta principalmente durante l’infanzia. Chi soffre di questa sindrome ha un’immagine corporale alterata, percependo temporaneamente il proprio corpo o gli oggetti più piccoli e/o più lontani rispetto alla realtà.

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