Lucio Dalla, i versi più celebri tratti dalle sue canzoni

Ci sono dei versi cantati dal musicista bolognese che sono rimasti scolpiti nella mente di tutti. Rileggiamoli insieme
Lucio Dalla, i versi più celebri tratti dalle sue canzoni

MILANO – Sarebbe impossibile citare tutti i versi cantati da Lucio Dalla nel corso della sua lunga e grande carriera,  ma ci sono dei versi, cantati dal musicista bolognese, che sono rimasti scolpiti nella mente di tutti. Lucio Dalla nacque il 4 marzo del 1943. In occasione dell’anniversario di nascita, lo ricordiamo attraverso i versi più celebri delle sue canzoni.

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“Ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte” (Caruso,1986)

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“A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io / Avrei bisogno di pregare Dio / Ma la mia vita non la cambierò mai mai, a modo mio quel che sono l’ho voluto io” (Piazza Grande, 1971)

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“Poi la notte col suo silenzio regolare / quel silenzio che a volte sembra la morte / mi dà il coraggio di parlare / e di dirti tranquillamente / di dirtelo finalmente che ti amo / e che di amarti non smetterò mai”Chissà se lo sai, 1985)

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“È eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato” (Siamo dei, 1980)

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“Andare senza meta e vagare / per i paesi e le città / sognare ad occhi aperti anche per ore / così incontrai la musica / per non lasciarla mai / e questa sì che è libertà” (Zingaro, 2001)

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“Penso a delusioni, a grandi imprese, a una thailandese. Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale” (Disperato erotico stomp, 1977)

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“E’ chiaro / Che il pensiero dà fastidio / Anche se chi pensa / E’ muto come un pesce / Anzi un pesce / E come pesce è difficile da bloccare / Perché lo protegge il mare” (Come è profondo il mare, 1977)

 

“Ma l’America è lontana / dall’altra parte della Luna / che li guarda e anche se ride / a vederla mette quasi paura / e la Luna in un silenzio / ora si avvicina / con un mucchio di stelle / cade per strada” (Anna e Marco, 1979)

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“Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò / In una sera buia sporca fredda / Brutta come questa / Forse ti chiamerò perché vedi / Io credo che l’amore è l’amore che ci salverà / Vedi io credo che l’amore è l’amore che ci salverà” (Henna, 1994)

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“Invece pensami tra vent’anni pensami / Io con la barba più bianca / E una valigia in mano / Con la bici da corsa / E gli occhiali da sole / Fermo in qualsiasi posto del mondo/ Chi sa dove” (Telefonami tra vent’anni, 1981)

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