Anniversari artistici

Luca Ronconi, il maestro del teatro italiano

Oggi il mondo della cultura ricorda la nascita del regista e attore milanese
Luca Ronconi, il maestro del teatro italiano

“Mi piace aprire zone che certi attori pensavano fossero loro precluse: la conoscenza dei meccanismi drammaturgici è importante per un interprete perché se hai una mappa precisa non ti butti avventurosamente in una piscina”

MILANO – Oggi il mondo della cultura ricorda la nascita di Luca Ronconi. A poche settimane dalla sua scomparsa, avvenuta a Milano il 21 febbraio 2015, Ronconi è ricordato tra massimi attori e registi teatrali italiani, nonché ricoprì numerose cariche Tra i suoi numerosi spettacoli ricordiamo l”Orlando Furioso’ del 1969, tratto dal testo di Ludovico Ariosto e ridotto da Edoardo Sanguineti che darà fama internazionale a Luca.
INFANZIA E GLI ESORDI – Luca Ronconi regista e attore teatrale, nasce il giorno 8 marzo 1933 a Susa, in Tunisia, dove la madre insegna Lettere. Studia in Italia e consegue il diploma nel 1953 presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Il suo esordio di attore con un ruolo protagonista non tarda ad arrivare: tra i direttori dei suoi spettacoli vi sono, tra gli altri, Luigi Squarzina, Orazio Costa e Michelangelo Antonioni. Dirige i suoi primi spettacoli a partire dal 1963; la sua è la Compagnia Gravina/Occhini/Pani/Ronconi/Volonté. Da qui in avanti Ronconi si dedicherà quasi esclusivamente alla regia. Uno spettacolo che merita citazione è sicuramente l’allestimento de ‘La buona moglie’, che in un solo spettacolo abbina due testi goldoniani (‘La putta onorata’ e ‘La buona moglie’).

 
L’ORLANDO FURIOSO E IL SUCCESSO – Nel 1965 dirige ‘Nemico di sé stesso’, di Terenzio; nel 1966 ‘La commedia degli straccioni’, di Annibal Caro. Proprio in questo periodo, e durante quest’ultima opera – allestendola con gli stessi attori, nel tempo lasciato libero dalle prove – propone ‘I lunatici’, sua prima regia di libero impegno. ‘I lunatici’ è un lavoro scritto a quattro mani dai drammaturghi elisabettiani Middleton e Rowley; l’opera lo pone di fronte alla critica che lo lancia come uno degli esponenti di punta dell’avanguardia teatrale italiana.
Lo spettacolo che però darà fama internazionale a Luca Ronconi è l”Orlando Furioso’ (1969), tratto dal testo di Ludovico Ariosto e ridotto da Edoardo Sanguineti. Presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1969 e liberamente tratto dal poema di Ludovico Ariosto, lo spettacolo di Ronconi si presenta come unico nel suo genere. Con l’aiuto del poeta Edoardo Sanguineti, Ronconi adattò le ottave del poema ariostesco per il palcoscenico, organizzando lo spettacolo in una sorta di simultaneità di scene e di labirinto rappresentativo, degno dell’intreccio narrativo che caratterizza il poema stesso. Lo spettacolo fu rappresentato all’interno della chiesa di San Nicolò di Spoleto, attraverso una somma di azioni simultanee che avvengono in luoghi lontani fra loro. Il pubblico diviso in gruppi segue, tra i filoni narrativi proposti, quello che preferisce, potendo anche cambiare quando vuole la scelta della rappresentazione da vedere, finendo quasi per interagire con gli attori stessi che molto spesso recitano fra la gente. I percorsi sono determinati da una scenografia molto articolata e volutamente fittizia, quasi a voler richiamare agli antichi deus ex machina del teatro greco. La separazione tra rappresentazione e pubblico, tipico del teatro classico, qui è totalmente scomparsa per lasciare libero sfogo all’intreccio narrativo, che sarà peculiare anche in altre future regie di Ronconi.
Sull’onda del successo che questo spettacolo otterrà in tutto il mondo, nel 1975 lo stesso Ronconi realizzerà una versione televisiva dove però, per forza di cose, la narrativa simultanea dovrà lasciare spazio a una narrativa molto più lineare.

 

Alcuni momenti tratti dallo spettacolo ‘Orlando Furioso’ del 1969

LA CARRIERA – Nel corso degli anni ’70 Luca Ronconi prosegue a Prato la sua esperienza con il ‘Laboratorio Teatrale’. Sebbene lavori fino al 1982 soprattutto all’estero, dal 1975 al 1977 ricopre la carica di Direttore della Sezione Teatro alla Biennale di Venezia. Dal 1989 al 1994 dirige il Teatro Stabile di Torino: qui produce, tra gli altri, ‘Mirra’ (1988), ‘Strano interludio’ (1990), ‘L’uomo difficile’ (1990), ‘Gli ultimi giorni dell’umanità’ (1990, si tratta del più grande evento di quella stagione teatrale, allestito nel grande ambiente della sala-macchine del Lingotto di Torino). Nel 1992 fonda una scuola di teatro poi diretta da Mauro Avogadro. Viene nominato Direttore del Teatro di Roma nel 1994: qui mette in scena spettacoli di grande impegno come ‘Aminta’ (1994), ‘Re Lear’ (1995), ‘Il lutto si addice ad Elettra’ (1997), ‘Questa sera si recita a soggetto’ (1998). Dal 1998 al 2004 è stato direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, diventando in seguito consulente artistico.
Come regista lirico, nella sua carriera, Ronconi ha messo in scena classici dell’opera italiana quali ‘Nabucco’ (1977), ‘Trovatore’ (1977), ‘Norma’ (1978), ‘Macbeth’ (1980), ‘La Traviata’ (1982), ‘Aida’ (1985), ‘Tosca’ (1997); ma anche opere straniere quali ‘Carmen’ (1970), ‘Das Rheingold’ (1979), ‘Don Giovanni’ (1990 e 1999), ‘Lohengrin’ (1999).
Ha diretto anche le versioni per la televisione di molti suoi spettacoli. Come regista lirico, ha curato l’allestimento di moltissime opere, soprattutto classici italiani (Monteverdi, Bellini, Rossini – Ronconi ha partecipato più volte al Rossini Opera Festival di Pesaro – Verdi e Puccini) e stranieri contemporanei (per esempio Il caso Makropulos di Janacek e Turn of the Screw di Britten).
Luca Ronconi fu anche curatore e allestitore di mostre. Nel febbraio 2004, a Palazzo Reale di Milano, si è inaugurata Anton Van Dyck-Riflessi italiani; nel settembre 2006 ha curato la suggestiva esposizione della mostra Cina. Nascita di un Impero presso le Scuderie del Quirinale a Roma. Nel 2008, prima per Roma, negli spazi del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, poi per Berlino alla Gemäldegalerie, ha curato l’allestimento della mostra dedicata a Sebastiano Del Piombo. Nel settembre 2009 lavora all’allestimento della mostra Roma. La pittura di un Impero esposta negli spazi delle Scuderie del Quirinale. Infine ha curato l’allestimento dell’esposizione La bella Italia. Arte e identità delle città capitali, messa in scena negli spazi delle scuderie Juvarriane della Venaria Reale di Torino per i 150 anni dell’Unità d’Italia (2011).
PREMI E RICONOSCIMENTI – Tra i numerosi premi e riconoscimenti, ricordiamo il VI Premio Europa per il Teatro di Taormina Arte (aprile 1998); il Premio UBU come migliori spettacoli delle rispettive stagioni teatrali per “Progetto sogno” nel 2000, Lolita nel 2001, Infinities nel 2002, Professor Bernhardi nel 2005 e per “Progetto Domani” nel 2006. Più recentemente, gli è stato assegnato il Premio Nazionale della Critica per il “Progetto Lagarce” e il Premio ETI come migliore spettacolo per Sogno di una notte di mezza estate. Nel 2008 gli è stato conferito dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio “Antonio Feltrinelli” per la Regia teatrale.
Ha ricevuto lauree honoris causa dalle università di Bologna (1999), Perugia (2003), Urbino (2006, in occasione dei festeggiamenti dei 500 anni dell’Università) e Università IUAV di Venezia (2012). Nell’ambito della Biennale Teatro, ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera (agosto 2012).

Muore pochi giorni prima di compiere 82 anni, il 21 febbraio 2015, a Milano.

 

 

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