Canzoni come poesie

“Notte prima degli esami”, la canzone simbolo della maturità

Il brano del 1984 di Antonello Venditti è stato capace di attraversare le generazioni, diventando l'inno della Maturità
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Mancano pochi giorni agli esami di Maturità 2020 e come ogni anno ricominceranno a risuonare le note di una canzone che è diventata l’inno della maturità. Si tratta di “Notte prima degli esami“, il celebre singolo di Antonello Venditti uscito nel marzo del 1984.

La canzone simbolo della maturità

Il brano racconta le emozioni provate dallo stesso Venditti in un’estate romana di fine anni Sessanta in cui anche lui si apprestava ad affrontare l’esame di Maturità al liceo classico Giulio Cesare di Corso Trieste, a Roma. La canzone ha avuto, sin dalla sua uscita, grande successo. Ha raggiunto decine di generazioni, grazie anche al successo del film “Notte prima degli esami” con Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti. 

Chi sono i quattro ragazzi con la chitarra

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
E un pianoforte sulla spalla

Nella sua autobiografia, Venditi ha rivelato chi sono i quattro ragazzi con la chitarra, Il cantante si riferisce infatti a “I Giovani del Folkstudio”, ossia Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori, Ernesto Bassignano e lo stesso Venditti, che ai tempi muovevano i primi passi nel mondo della musica. Dei quattro, quello con il pianoforte sulla spalla è proprio Venditti, che a differenza degli altri tre ama accompagnare le proprie canzoni con questo strumento. I quattro probabilmente hanno appena finito di suonare e si apprestano a tornare a casa.

Come i pini di Roma

Come pini di Roma, la vita non li spezza
Questa notte è ancora nostra
Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?

Le bombe delle sei non fanno male,
È solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore
Gli esami sono vicini
E tu sei troppo lontana dalla mia stanza

Venditti fa poi riferimento ai pini di Roma dell’opera di Respighi, che “non si spezzano”, per descrivere i sogni dei quattro giovani artisti. Tra di loro parlano del mondo che li circonda, stupendosi di “come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?”.

L’amore per Claudia

Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto
Stasera al solito posto, la luna sembra strana
Sarà che non ti vedo da una settimana…
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani

Non fermare ti prego le mie mani
Sulle tue cosce tese chiuse come le chiese
Quando ti vuoi confessare
Notte prima degli esami, notte di polizia
Certo qualcuno te lo sei portato via
Notte di mamma e di papà col biberon in mano
Notte di nonno alla finestra
Ma questa notte è ancora nostra

Dopo le prime strofe Venditti descrive un appuntamento con l’amata Claudia, che incontra proprio la notte prima degli esami. I due non si vedono da una settimana, probabilmente a causa delle giornate passate a studiare. Nella canzone Venditti racconta come in quelle ore di ansia ‘Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto”. Nei versi successivi l’autore racconta il loro incontro pieno d’amore e di passione, mentre la vita notturna di Roma continua a scorrere tra sirene, ambulanze e polizia. 

Notti di lacrime e preghiere

Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni
Notte di sogni, di coppe e di campioni
Notte di lacrime e preghiere
La matematica non sarà mai il mio mestiere
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca
Ma questa notte è ancora nostra
Claudia non tremare
Non ti posso far male
Se l’amore è amore

Ma nel brano emerge anche la preoccupazione per l’esame imminente e la paura di non farcela: “Notte di lacrime e preghiere”. Intanto gli aerei volano “tra New York e Mosca”, attraversando la Cortina di ferro che ancora divide l’Europa durante la Guerra Fredda. Mentre si appresta a passare le ultime ore prima dell’esame, nelle ultime strofe, c’è un 

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