30 anni dal Muro di Berlino

Alexander Platz, la canzone dell’amore ai tempi del Muro di Berlino

La canzone che racconta l'amore ai tempi del Muro di Berlino

Trenta anni fa, nell’apparentemente lontano 9 novembre 1989, la storia del Novecento cambiava: cadeva il Muro di Berlino, uno dei simboli significativi del secolo scorso. Sembra incredibile ma il mondo fino a trenta anni fa era completamente differente: un polo occidente e un polo orientale separati da una cortina di ferro, invalicabile, rappresentato appunto dal famoso Muro.
Molti artisti, cantanti, scrittori hanno voluto esprimere e raccontare storie riguardo a questa dolorosa separazione tra est e ovest, ognuno a proprio modo. Una di queste storie la possiamo trovare nella canzone di Milva “Alexander Platz” del 1982, contenuta nell’album “Milva e dintorni”. Una versione celebre della canzone è però quella di Franco Battiato del 1989, anno della caduta del Muro di Berlino.

 

Il testo

E di colpo venne il mese di Febbraio
faceva freddo in quella casa
mi ripetevi: sai che d’Inverno si vive bene come di
Primavera! Sì sì proprio così.
La bidella ritornava dalla scuola un po’ più presto per aiutarmi
“ti vedo stanca hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?”
Alexander Platz aufwiederseen
c’era la neve
faccio quattro passi a piedi
fino alla frontiera:
“vengo con te”.
E la sera rincasavo sempre tardi
solo i miei passi lungo i viali
e mi piaceva
spolverare fare i letti
poi restarmene in disparte come vera principessa
prigioniera del suo film
che aspetta all’angolo come Marlene.
Hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?
Alexander Platz aufwiederseen
c’era la neve
ci vediamo questa sera fuori dal teatro
“ti piace Schubert?”

Due amanti e il Muro di Berlino

La canzone “Alexander Platz” racconta la storia di due amanti che hanno deciso di trasferirsi a Berlino Est. infatti Alexander Platz è una delle piazze più famose di Berlino, famosa per la celebre torre della televisione e per essere uno dei punti centrali della parte orientale della città.
Era una scelta molto comune tra gli artisti dell’epoca andare a vivere al di là della frontiera, per conoscere uno stile di vita diverso da quello secondo i dettami americani e per avvicinarsi ai meno abbienti. Ed è questo che fanno anche i protagonisti della canzone: decidono di trasferirsi a Berlino Est, lasciandosi alle spalle gli agi dell’Occidente. Questa scelta però non è affatto semplice. La vita a Berlino Est è dura e faticosa (“hai le borse sotto gli occhi/ come ti trovi a Berlino Est”), mentre prima a Ovest i due conducevano un’esistenza agiata.
“Alexander Platz” ci regala uno spaccato quotidiano della vita prima del 1989: fa freddo, è febbraio e il paesaggio è completamente imbiancato. I passi della donna lungo il Muro sono ritmati e cadenzati, sottolineati dal ritmo della canzone. La donna si dirige alla frontiera o “si ferma gli angoli come Marlene”, come per respirare ancora un po’ quella libertà da cui era avvolta ad Ovest.
L’ultimo verso “Ti piace Schubert?” rimanda al fatto che la musica classica era praticamente l’unica fonte d’intrattenimento nell’Europa Orientale: la musica contemporanea era infatti considerata come un prodotto americano, perciò da rifuggire.

 

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