Film da non perdere

Il discorso sull’amore di un padre a suo figlio, “Chiamami col tuo nome”

Un invito ad arrendersi all'amore, alla sua forza, ma anche al dolore della perdita, perché è solo passando attraverso il lutto che il giovane Elio potrà tornare ad amare

Tratto dal libro di André Aciman, “Chiamami col tuo nome“, il film diretto da Luca Guadagnino, racconta la storia d’amore fra Elio, un diciassettenne italoamericano, e Oliver, un affascinante studente americano. Elio è il figlio di un eminente professore universitario, che ogni anno ospita nella sua residenza estiva in Italia uno studente straniero impegnato nella stesura della tesi di post dottorato. A risalire il vialetto della tenuta Perlman è questa volta il giovane Oliver, i cui modi affascinanti colpiscono da subito Elio. Ogni incontro fra i due si trasforma in uno momento di elettricità pura. Un desiderio travolgente e irrefrenabile li travolge, spingendo entrambi nei territori impervi dell’amore. Sono diverse le scene memorabili di questo film, ma una fra tutte vale da sola la visione dell’intero film. È il discorso sull’amore che Samuel, il padre di Elio, rivolge al figlio nella scena finale del film. 

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Il significato del discorso 

L’estate è ormai agli sgoccioli e Oliver è appena ripartito per gli Stati Uniti, lasciando nel cuore di Elio un vuoto incolmabile. Così un giorno, mentre la pioggia batte incessante, Samuel si siede accanto a suo figlio e gli rivolge una preghiera. Gli chiede di non anestetizzare il suo dolore, ma di abbandonarsi a esso, perché forzarsi a non provare nulla è uno spreco. A spaventare il padre non è l’omosessualità di Elio, ma la paura che possa ritirarsi ferito, che possa scegliere di soffocare le emozioni e vivere stando sempre un passo all’indietro. “Strappiamo via così tanto di noi per guarire in fretta dalle ferite che finiamo in bancarotta già a trent’anni”, sono queste le parole pronunciate dal padre. Un invito ad arrendersi all’amore, alla sua forza, ma anche al dolore della perdita, perché è solo passando attraverso il lutto che Elio potrà tornare ad amare. L’amore non è raccontato come un semplice accadimento, bensì come una scelta. Una scelta che richiede coraggio, ma anche capacità di abbandonarsi, di rischiare per provare qualcosa che renda la vita degna di essere vissuta: perché “il cuore e il corpo ci vengono dati soltanto una volta e, in men che non si dica, il tuo cuore è consumato e, quanto al tuo corpo, a un certo punto nessuno più lo guarda e ancor meno ci si avvicina”.

Il discorso sull’amore

Quando meno te lo aspetti, la natura ha astuti metodi per trovare il tuo punto più debole. Tu ricordati che sono qui. Adesso magari non vuoi provare niente, magari non vorrai mai provare niente e, sai, magari non è con me che vorrai parlare di queste cose. Però prova qualcosa, perché l’hai già provata. Senti, avete avuto una splendida amicizia, forse più di un’amicizia, e io ti invidio. Al mio posto, un padre spererebbe che tutto questo svanisse, pregherebbe che il figlio cadesse in piedi ma non sono quel tipo di padre. Strappiamo via così tanto di noi per guarire in fretta dalle ferite che finiamo in bancarotta già a trent’anni. E abbiamo meno da offrire ogni volta che troviamo una persona nuova, ma forzarsi a non provare niente per non provare qualcosa…che spreco. Ho parlato a sproposito? Allora, dico un’ultima cosa. Per chiarire meglio. Forse ci sono andato vicino, ma non ho mai avuto una cosa così. Qualcosa mi ha sempre frenato prima, si è messa di mezzo. Come vivrai saranno affari tuoi, però ricordati: il cuore e il corpo ci vengono dati soltanto una volta e, in men che non si dica, il tuo cuore è consumato e, quanto al tuo corpo, a un certo punto nessuno più lo guarda e ancor meno ci si avvicina. Tu adesso senti tristezza, dolore, non ucciderli, al pari della gioia che hai provato

 

 

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