Il monologo sull'amore

“Innamoratevi”, il monologo di Roberto Benigni sull’amore e sulla poesia

Oggi compie gli anni una grande personalità italiana, scrittore, regista, attore, poeta: Roberto Benigni. Ricordiamo un suo toccante monologo tratto dal film ‘’La tigre e la neve’’ (2005).
"Innamoratevi", il monologo di Roberto Benigni sull’amore e sulla poesia

I monologhi di Roberto Benigni riescono sempre a farci riflettere molto. Sono toccanti, parlano di filosofia, di vita, di passioni, di amore. Oggi, che Benigni compie 68 anni, ricordiamo un suo famosissimo monologo tratto dal film “La tigre e la neve“, uscito nelle sale cinematografiche nel 2005. Questo parla di poesia e di amore ed è rivolto ad ognuno di noi, giovani o anziani. Sia nei momenti di dolore, sia in quelli di gioia, questo monologo dovrebbe essere letto con grande attenzione, perché in grado di farci riflettere sulle nostre emozioni e sulle nostre scelte.

Il monologo di Roberto Benigni sull’amore e sulla poesia

“Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate.
Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un’ottantina di anni.

Scrivete su un altro argomento, che ne so… sul mare, vento, un termosifone, un tram in ritardo. Non esiste una cosa più poetica di un’altra. La poesia non è fuori, è dentro.
Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati allo specchio, la poesia sei tu.
Vestitele bene le poesie. Cercate bene le parole, dovete sceglierle.
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola.

Scegliete, perché la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere, da Adamo ed Eva. Lo sapete quanto c’ha messo Eva prima di scegliere la foglia di fico giusta? Ha sfogliato tutti i fichi del paradiso terrestre.
Innamoratevi.

Se non vi innamorate è tutto morto. Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto.
Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria. Siate tristi e taciturni con l’esuberanza.
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità.
Per trasmettere la felicità, bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici.

Dovete patire, stare male, soffrire. Non abbiate paura a soffrire. Tutto il mondo soffre.
E se non vi riesce, non avete i mezzi, non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto.
E non cercate la novità. La novità è la cosa più vecchia che ci sia.

E se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così, buttatevi in terra, mettetevi così. E’ da distesi che si vede il cielo. Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima?!
Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono.
Fatevi obbedire dalle parole.

Se la parola è “muro” e “muro” non vi dà retta, non usatela più per otto anni, così impara!
Questa è la bellezza come quei versi là che voglio che rimangano scritti lì per sempre..
Forza, cancellate tutto!”

 

Stella Grillo

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