Discorso sulla pazienza

Il discorso sulla pazienza erroneamente attribuito a Meryl Streep

Rileggiamo il testo del discorso, erroneamente attribuito all'attrice Meryl Streep, e che in realtà è del portoghese José Micard Teixeira
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Riconosciuta unanimemente come una delle maggiori star di Hollywood, Meryl Streep detiene il record di candidature ai Premi Oscar, 21 in totale, più di ogni altro attore o attrice nella storia, vincendo come migliore attrice non protagonista per “Kramer contro Kramer” (1979), e migliore attrice protagonista per “La scelta di Sophie” (1982) e per “The Iron Lady” (2011). È anche una delle sette attrici ad aver vinto il premio Oscar sia come migliore attrice protagonista sia come migliore attrice non protagonista. Con ben 21 nomination agli Oscar, Meryl Streep si è affermata nel mondo dello spettacolo grazie al suo talento, ma anche grazie al suo carisma.

All’attrice, è attribuito il cosiddetto “discorso sulla pazienza”. In realtà il testo è da attribuire al del portoghese José Micard Teixeira, il quale di mestiere fa il trainer motivazionale. Perché il motivo di questa falsa attribuzione? Il tutto è dipeso dallo status pubblicato nella pagina Facebook di Beautylife. Qui vi compare l’intera citazione in lingua originale, corredata dall’esatta attribuzione a José Micard Teixeira, accompagnata da una bella fotografia di Meryl Streep. Così, in rete e sui social, si è diffusa la falsa attribuzione del testo all’attrice.

Il discorso sulla pazienza

Non ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti. Per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell’amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia incoraggiare o elogiare. I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza.

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