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Le frasi di Cesare Pavese

Cesare Pavese, le frasi più celebri del grande scrittore italiano

Le frasi più belle di uno degli autori che hanno segnato la letteratura italiana del Novecento: Cesare Pavese

Cesare Pavese nacque a Santo Stefano Belbo, nelle bellissime Langhe in provincia di Cuneo, il 9 settembre del 1908. Scrittore tormentato e dedito alla solitudine, Cesare Pavese ha lasciato alla letteratura italiana grandi romanzi e raccolte poetiche come Paesi tuoi, La casa in collina, La luna e i falò e Lavorare stanca. Ma Cesare Pavese è stato anche un grande traduttore: a lui si devono le traduzioni di Moby Dick e Riso nero di Anderson.
Ecco le frasi più belle di Cesare Pavese.

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“Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune gioco di stagione.”

 

“Far poesie è come far l’amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.”

 

“È religione anche non credere in niente.”

 

“La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.”

 

“Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale.”

 

“Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l’andar degli anni si soffre sempre di più?”

 

“ La strategia amorosa si sa adoperare solo quando non si è innamorati.”

 

“ Non dobbiamo lagnarci se una persona a noi carissima ci presenta a volte atteggiamenti odiosi che ci tirano i nervi o, comunque, ci fanno soffrire. Non dobbiamo lagnarci, ma tesorizzare avidamente queste nostre ire e amarezze: ci serviranno per lenire il dolore il giorno che quella persona ci verrà in qualche modo a mancare.”

 

“ Ogni lusso che ci si concede si deve pagare e tutto è un lusso, a cominciare dallo stare al mondo.”

 

“ Non è che si esprima niente, scrivendo. Si costruisce un’altra realtà, che è parola.”

 

 “C’è qualcosa di più assurdo dell’amore? Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.”

 

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