Robert Capa, gli aforismi più celebri del grande reporter di guerra

Oggi si celebra un anniversario molto importante nel mondo della fotografia: si ricorda la scomparsa, avvenuta nel 1954, del grande fotografo di guerra Endre Ernő Friedmann, meglio conosciuto come Robert Capa...

Oggi si celebra un anniversario molto importante nel mondo della fotografia: si ricorda la scomparsa, avvenuta nel 1954, del grande fotografo di guerra Endre Ernő Friedmann, meglio conosciuto come Robert Capa

 

MILANO – Questa è una data molto importante per tutti gli appassionati di fotografia perché oggi, nel 1913, nasceva Robert Capa il più grande fotografo di guerra. Nasce in Ungheria, terra che lascia in giovane età a causa del coinvolgimento nelle proteste contro il governo di estrema destra. La vera passiona di Robert Capa è quella di diventare un grande scrittore, ma l’impiego presso uno studio fotografico a Berlino lo avvicina al mondo della fotografia.

MAGNUM PHOTOS – Dalla Germania, Capa si sposta in Francia dove però trova difficoltà a trovare lavoro come fotografo freelance. E’ in questo periodo che decide di cambiare il suo nome facendosi chiamare Robert Capa, nome assai più facile da ricordare all’estero. Nel 1947 insieme ad altri colleghi, fonda l’agenzia fotografica Magnum Photos. Tra il ’36 e il ’39 si sposta in Spagna dove inizia a documentare gli orrori della Guerra Civile.

IL MILIZIANO COLPITO A MORTE – Nel 1936, Capa diviene famoso in tutto il mondo per una foto scattata a Cordova, dove ritrae un soldato dell’esercito repubblicano colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti. Questa foto è tra le più famose fotografie di guerra mai scattate. Fu pubblicata, per la prima volta, sulla rivista VU (23 settembre del 1936), poi su Life, sul Picture Post e poi migliaia di altre volte.

“Come fotografo di guerra spero di rimanere disoccupato per il resto della mia vita.”

“Il corrispondente di guerra beve di più, ha più ragazze, è meglio pagato, ed ha una maggiore libertà rispetto al soldato, ma in questa fase del gioco, avere la libertà di scegliere il suo posto e di poter essere un codardo senza essere giustiziato, è la sua tortura.”

“Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino.”

“In una guerra si deve odiare qualcuno oppure amare qualcuno; è necessario avere una posizione oppure non si può capire ciò che succede.”

“Non è sempre facile stare in disparte e non essere in grado di fare nulla, se non registrare le sofferenze che stanno intorno.”

“Le immagini sono lì, basta catturarle.”

“La verità è l’immagine migliore, la miglior propaganda.”

“Il corrispondente di guerra ha il suo gioco – la sua vita – nelle sue mani, e lui può metterla su questo o quel cavallo, oppure può metterla in tasca all’ultimo minuto.”

“Questa guerra è come un’attrice che sta invecchiando. E’ sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa.”

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