FOTOGRAFIA - Speciale Giornata Mondiale della violenza contro le donne

”Amori dalla Cenere”, la mostra fotografica per dire basta alla violenza sulle donne

Inaugura stasera alla Biblioteca della Camera dei Deputati la mostra fotografica ''Amori dalla Cenere'' di Caterina Orzi, promossa dalla Fondazione Nilde Iotti e dalle Iniziative culturali e sociali della Camera dei Deputati...

Numerose sono le iniziative per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra oggi. A Roma, ad esempio, alla Biblioteca della Camera dei Deputati inaugura la mostra fotografica di Caterina Orzi, che lancia un messaggio preciso: è possibile ritrovare l’armonia anche a seguito di esperienze di vita particolarmente dolorose

MILANO – Inaugura stasera alla Biblioteca della Camera dei Deputati la mostra fotografica ”Amori dalla Cenere” di Caterina Orzi, promossa dalla Fondazione Nilde Iotti e dalle Iniziative culturali e sociali della Camera dei Deputati, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa Regione Emilia- Romagna e del Comune di Lampedusa e Linosa. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa è Lucia Annibali, autrice del libro «Io ci sono. La mia storia di “non” amore».

LA MOSTRA – “Amori dalla Cenere” presenta il frutto del lavoro già svolto dall’artista attraverso immagini intese a far riflettere su ciò che lede la dignità delle persone attraverso la reinterpretazione di elementi raccolti dalla quotidianità. Amore e cenere sono, infatti, uniti in quanto l’amore è collante di ogni azione mentre la cenere è materia in movimento, destinata a rinascere, come una fenice. Arte, società e bellezza sono i soggetti delle 36 immagini che giocano con gli effetti visivi, dove l’unica interferenza creativa è la luce. Fiori, ortaggi, oggetti vengono appoggiati dall’artista sul proprio corpo, e poi riletti attraverso la luce del giorno, del mattino, della sera che dona riflessi e altera i cromatismi fino a donare all’immagine un nuovo significato. La proposta della mostra nasce da un’idea che coinvolge in primo luogo le donne quali portatrici di valori comuni di libertà, solidarietà e giustizia sociale, ma anche di responsabilità.

E’ nel silenzio che si compie il cambiamento. Tagliare una delicata rosa rossa non fa rumore. Fare uscire il suo sangue sul ventre candido è un gesto di iniziazione. Dopo questo gesto nulla è come prima. Appoggiare un ciclamino rosso sulla pelle è semplice, ma a volte lascia dolore e sangue. Un pomodoro non resta tale se appoggiato sulla pancia sanguina. Spontaneo giunge un pensiero, è l’essere umano a soffrire dei nostri gesti o l’oggetto stesso si anima e prova sentimenti? Questo è forse il mistero del cambiamento?

(Caterina Orzi)

25 novembre 2014

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