Prove Invalsi

Prove Invalsi 2020, è uscito il calendario

È uscito il calendario delle Prove Invalsi 2020, ma Fioramonti sostiene che debbano essere facoltative. Novità anche per Storia alla Maturità
Prove Invalsi 2020, è uscito il calendario

 Il ministro Fioramonti ha dichiarato in varie occasioni che per lui le prove invalsi dovrebbero diventare facoltative. Una posizione molto diversa rispetto a quelle prese in precedenza: infatti finora dovevano essere obbligatorie in terza media e dal 2020 lo sarebbero diventate per essere ammessi agli esami di Maturità. Il ministro dell’istruzione è piuttosto deciso in questo senso: secondo lui le prove invalsi dovrebbero essere invisibili, anzi volontarie. 
Di recente è uscito il calendario dei test Invalsi per l’anno scolastico 2019-2020, come riferito dal MIUR.   

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Il calendario delle Prove Invalsi

  • Per la 2° elementare le prove invalsi cartacee di italiano sono previste per il 7 maggio 2020; invece quelle di matematica il 12 maggio 2020.
  • Per la 5° elementare la prova cartacea di inglese sarà il 6 maggio 2020; quella di italiano il 7 maggio e quella di matematica il 12 maggio 2020.
  • Dalla terza media, le prove si fanno al computer. I test di italiano, matematica, inglese, per le classi non campionarie, saranno dal 1 aprile al 30 aprile 2020. Per le classi campione invece sono previste dal 3 all’8 aprile 2020 (le classi sceglieranno tre date).
  • 2° superiore: italiano e matematica verranno testate da martedì 5 maggio a sabato 23 maggio 2020, per le classi non campione. Mentre tra l’11 e il 13 maggio le classi campione dovranno cimentarsi nelle due materie. 
  • 5° superiore: gli studenti delle classi non campione si sottoporranno alle prove invalsi di italiano, matematica e inglese da lunedì 2 marzo al 31 marzo 2020. Invece per le classi campione le date saranno dal 9 marzo al 12 marzo. La scuola sceglierà tre giorni tra i quattro proposti. 

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La prova di Storia alla Maturità

Il ministro Fioramonti vuole ripristinare Storia tra le prove di Maturità. Infatti gli studenti che hanno sostenuto gli esami finali non avevano tra le scelte della prima prova, ossia la prova di italiano, la traccia storica. Questa decisione aveva suscitato disapprovazione tra moltissimi accademici, professori, giornalisti, intellettuali italiani. Andrea Giardino, Liliana Segre e Andrea Camilleri e altri 50 avevano firmato un manifesto per protesta. Così il ministro Fioramonti reintroduce la materia come traccia della Maturità. Infatti per il ministro dell’Istruzione la Storia non solo è importante sul piano simbolico, ma occorre potenziarla e chiedersi perché solo il 3 % degli studenti sceglieva il tema storico. Durante un’intervista a Repubblica ha dichiarato: “Bisogna dedicare lezioni all’intero Novecento fino alla globalizzazione”. 

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