Quando la cultura nasce dalla provincia, l’esempio del Centro Documentazione Leonardo Sciascia del professor Antonio Motta

Il professor Antonio Motta, studioso appassionato, fondatore del Centro Documentazione Leonardo Sciascia e della rivista letteraria “Il Giannone” giunta al decimo anno di attività, ha dimostrato...

MILANO – “Il professor Antonio Motta, studioso appassionato, fondatore del Centro Documentazione Leonardo Sciascia e della rivista letteraria “Il Giannone” giunta al decimo anno di attività, ha dimostrato in modo encomiabile come la promozione della cultura possa partire e quindi irradiarsi anche da un piccolo centro di provincia, al di là di ogni pregiudizio e limite”. E’ questa motivazione con la quale la giuria del Premio Letterario “Porta d’oriente” presieduto dalla psicoterapeuta e saggista Vera Slepoj ha voluto attribuire, lo scorso dicembre, un premio speciale al Professor Antonio Motta, direttore del Centro Documentazione Leonardo Sciascia- Archivio Storico del Novecento, per l’importante opera di ricerca e promozione della cultura che egli con il suo istituto svolge da ormai quindici anni. Nel 2012 la monografia “Un altro mondo. Omaggio ad Elsa Morante” da lui curata ha ricevuto il prestigioso premio “Procida, Isola di Arturo-Elsa Morante”.

Riconoscimenti che si aggiungono ai tanti altri che nel corso di questi anni di attività hanno premiato il talento e la passione e l’attività di ricerca del professore. Il suo sogno è quello di far diventare il Gargano un polo di attrazione per tutti gli studiosi di Sciascia. Ogni anno giungono infatti nella piccola cittadina pugliese ricercatori provenienti da numerose università europee che si avvalgono dei documenti e dei testi conservati nel centro per redigere la propria tesi di dottorato. Abbiamo incontrato il prof. Motta che ci ha parlato delle ricerche e dei volumi raccolti e conservati dal centro.

Come è nato il Centro di Documentazione Leonardo Sciascia? Come avviene la ricerca dei testi che si trovano nel suo centro?
Il Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento è nato nel 1989, dopo la morte dello scrittore. L’idea era di creare un’occasione di incontri, di letture, di lavoro, attorno alla figura dello scrittore siciliano, che a San Marco in Lamis era stato ospite e protagonista di un acceso dibattito nel 1986. Ma non era estraneo al mio progetto il fatto che Sciascia pubblicò il suo primo straordinario racconto, Le parrocchie di Regalpetra, in Puglia, nelle edizioni baresi di Vito Laterza.
Era anche un modo di rompere l’accerchiamento, l’isolamento in cui viveva e vive il Gargano, che Anna Maria Ortese con un’immagine felice chiama “l’isola dei coatti”. Da questo punto di vista la mia esperienza è stata una debacle, non essendoci nel Gargano una società civile paragonabile al progresso materiale che negli anni del boom economico l’ha investito. Così mi sono dedicato con tutte le mie forze alla ricerca dei testi e degli scritti dispersi di Sciascia e a consolidare il bottino che aveva raccolto in tanti anni. Un viaggio singolare – che ho raccontato in un volume del 2009, Legature. Alla ricerca dei libri di Leonardo Sciascia – tra robivecchi, rigattieri, depositi polverosi di libri ogni volta che mi capitava l’occasione.

In cosa è consistito questo lavoro di ricerca?
I libri che si cercano racchiudono, a volte, frammenti di amicizie lontane, dimenticate, che si possono ricostruire da un indirizzo, un’annotazione a margine, una dedica, una lettera. Altre volte il libro che si cerca si carica di un’attesa particolare. Mi è accaduto con la scoperta della cartella (l’ultima in ordine di tempo) Quelli che tornano del fotografo Luciano D’Alessandro, stampata nelle edizioni Pari e Dispari di Cavriago nel 1977, in una decina di esemplari. Il racconto di Sciascia è stato riprodotto in fotocopia con le numerose cancellature di macchina della sua Olivetti 32. Quando si cerca un vecchio libro si cercano i sentimenti, quel filo di vita che vi è passato, il tempo che si è rappreso in quelle pagine.
La ricerca ha esiti imprevedibili. Due anni fa, cercando la raccoltina I primi fuochi di Stefano Vilardo, che anticipa di qualche mese la famosa collana “Quaderni di Galleria”, mi sono imbattuto nel periodico fascistissimo “di guardia!”, pubblicato dalla Federazione di Caltanissetta, dove Sciascia scrisse i suoi primi articoli da studente. Vilardo mi ha raccontato in quella conversazione (che è diventata un libro) il suo Sciascia, l’inafferrabile Nanà, la sua micidiale ironia, i professori, la precoce vena poetica, la grande passione per i libri, le riviste, il cinema, nella Caltanissetta brancantiana degli anni Trenta.
L’isolamento del Gargano che è antico (fino agli anni Trenta del secolo scorso, prima dell’arrivo della Ferrovia Garganica, era raggiungibile solo a dorso di mulo) ha dato paradossalmente al Centro nuovo impulso: farlo diventare un polo di attrazione per gli studiosi di Sciascia è la mia vita. Non sono un collezionista nel senso della ricerca spasmodica delle prime edizioni esplosa nella seconda metà del Novecento. Io cerco gli scritti di Sciascia per ricostruire le sue membra desiecta- ammesso che sia possibile rintracciare tutti gli scritti di un autore come Sciascia, che non coltivava la sua immagine. Egli non collezionava le sue cose, né aveva un archivio con tutti i suoi scritti. Come non conservava tutto quello che sui giornali si scriveva sulla sua opera. Quando lo incontrai a Roma – stavo lavorando al volume Leonardo Sciascia: la verità, l’aspra verità – non fu in grado di darmi nessun aiuto concreto. Ricordava alcuni elzeviri, pochi saggi sulle sue cose (Battaglia, inglese). Delle numerosissime recensioni si era liberato donandole al fondo di un’università americana nelle mani di Giovanna Jackson, una delle sue prime studiose. Io arrivai troppo tardi. Egli si affidava al caso, a quella libertà dello scrittore “dimentico” che lo portava da una parte e dall’altra.

Come è possibile accedere al Centro?
Il Centro si puo’ visitare su appuntamento. In una mezza giornata si può oziare tra le cose di Sciascia: ammirare la prima edizione de Il giorno della civetta, la raccoltina poetica La Sicilia, il suo cuore, stampata in 111 esemplari, quando Sciascia era uno sconosciuto e amava sommamente la poesia, il disegno originale di Fabrizio Clerici per la copertina de L’affaire Moro, il piccolo album di Bruno Caruso, Sciasceide, le cartelle originali Gli amici della Noce stampate da Franco Sciardelli, il carteggio col poeta Roberto Roversi, i cataloghi d’arte, di tutte le fogge, stampati in occasione dei suoi amici pittori e acquafortisti. I ritratti di Sciascia: acqueforti, oli, disegni, matite.
Pochi ma felici visitatori vi arrivano, di solito da Università straniere per la tesi di dottorato: da Glasgow, da Amsterdam. Io non ho fretta, né il piacaere di coltivare questa passione puo’ dipendere dal numero dei visitatori. Le cose e l’arte della letteratura non hanno regole, né si possono misurare col consenso.
Il centro pubblica due collane “Vele”, piccoli volumetti leggeri attorno a Sciascia e la rivista semestrale di letteratura “Il Giannone”.

In che modo il centro si attiva nella promozione della cultura sul territorio?
Il Centro è conosciuto dagli studiosi, dai cattedratici che inviano i loro studenti per tesi di specializzazione su Sciascia, ma il territorio credo ignori che ci sia un centro dedicato a Sciascia e una biblioteca degli scrittori e dei poeti del Novecento, con i fondi delle opere, carte, manoscritti, ecc.
Ho incontrato e incontro difficoltà enormi, ma sono insopportabili l’indifferenza e l’assenza delle strutture pubbliche.

Cosa occorre fare per promuovere la cultura e la lettura in ambito nazionale?
Promuovere la cultura e la lettura? Non vedo altra possibilità che un’opera di educazione alla lettura da parte delle scuole primarie. Bisogna portare sin dai primissimi anni i piccoli nelle biblioteche, far conoscere loro i libri questi sconosciuti. Aprire biblioteche di quartiere gestire dai genitori del quartiere, soprattutto nell’infanzia aprire le biblioteche delle favole, quelle raccontate dai grandi scrittori (da Dickens ai Frattelli Grimm, da Perrault a Calvino, a Buzzati, a Elsa Morante delle Filastrocche ecc.).

18 febbraio 2014

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