Il ceneteraio della sua distruzione

I 100 anni di Lovanio, la storica biblioteca rinata due volte dalle sue ceneri

Era l’agosto del 1914, Prima Guerra Mondiale: le truppe tedesche occuparono la storica città belga di Lovani. Furono giorni cupi, e , nella notte del 25 agosto iniziarono i primi bombardamenti e la città fu data alle fiamme....

In questi giorni si celebra un importante anniversario: 100 anni fa, durante la prima guerra mondiale, venne distrutta la Biblioteca Universitaria di Lovanio, oggi considerata come una delle città universitarie tra le più prestigiose d’Europa. Fu considerato come un attacco alla cultura: milioni di libri furono distrutti

MILANO – Era l’agosto del 1914, Prima Guerra Mondiale: le truppe tedesche occuparono la storica città belga di Lovanio. Furono giorni cupi, e , nella notte del 25 agosto iniziarono i primi bombardamenti e la città fu data alle fiamme. Morirono più di 300 persone e oltre 2.000 case furono ridotte in cenere. Nell’attacco, venne rasa al suolo anche la prestigiosa biblioteca universitaria e i danni furono, ovviamente molti: vennero distrutti circa 300.000 libri e oltre 1.000 manoscritti. Il mondo intero fu tragicamente colpito da questa notizia e molti sono stati gli sforzi per raccogliere libri e aiutare la ricostruzione della libreria.

LA PRIMA RINASCITA – Grazie ad un finanziamento del Comitato Nazionale degli Stati Uniti per il Restauro dell’Università di Lovanio, la biblioteca ritornò a vivere nel 1924. Sfortunatamente la serenità non durò molto. Si arriva al 1940, quando un nuovo attacco delle truppe tedesche, ebbe come obiettivo la libreria che venne distrutta per la seconda volta e, insieme a lei, circa un milione di libri vennero danneggiati irreparabilmente.

L’APPELLO – Henry Guppy, il bibliotecario visionari della John Rylands Library di Manchester, fece di tutto per aiutare la libreria di Lovani e, per questo, lanciò un appello  per raccogliere nuovi libri da donari. La risposta fu immediata e arrivò da molte parti del mondo.   Alla fine del 1915, grazie all’appello di Henry Guppy, furono raccolti ben 6.000 libri. Nel 1925, quando il progetto arrivò alla sua conclusione, i numeri di testi donati alla John Rylands Library, da privati e istituzioni, superava i 55 mila.

UNA CITTA’ UNIVERSITARIA – La città di Lovanio è stata la sede di quattro prestigiose istituzioni universitarie. La prima venne fondata nel 1425 come Studium Generale Lovaniense o Universitas studiorum Lovaniensis dal principe francese Giovanni di Borgogna, più conosciuto come il duca Giovanni IV di Brabante, su consenso di Papa Martino V. Questa fu la prima Università fondata in Belgio e ben presto divenne una delle più rinomate d’Europa. Venne ufficialmente soppressa nel 1797. Nel 1517 apparve il Collegium Trilingue, un istituto universitario umanistico indipendente dall’Università vera e propria. Nel 1817 viene fondata l’Università di Stato di Lovanio, poi ufficialmente soppressa nel 1835. Dal 1835 l’Università Cattolica di Mechelen si stabilì in città riprendendo il nome di Università Cattolica di Lovanio (di essa fu rettore il teologo Molanus). Questa Università, dove inizialmente il corpo docente era pressoché costituito unicamente da ecclesiastici, è posta sotto la diretta direzione dei vescovi belgi. Nel 1968, in seguito a un confltto fra Fiamminghi e Valloni, l’Università venne scissa in due ali: quella fiamminga della Katholieke Universiteit Leuven (o KUL), restata in città; e quella francofona dell’Université catholique de Louvain che si installò a Louvain-la-Neuve, città che venne creata appositamente per l’occasione, nel Brabante Vallone, nei pressi di Wavre. L’Università Cattolica di Lovanio, con la sua storia di vicissitudini dal 1425 a oggi, è la maggiore e più antica Università di tutti i Paesi Bassi e la più antica Università Cattolica ancora esistente.

24 agosto 2014

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