Valeria Solesin, la studentessa italiana che amava la cultura

Assassinata nell’attentato al Bataclan, stava svolgendo un dottorato in demografia all'Idem
Valeria Solesin, la studentessa italiana che amava la cultura
Valeria Solesin, la studentessa italiana che amava la cultura. Assassinata nell’attentato al Bataclan, stava svolgendo un dottorato in demografia all'Idem

MILANO – Una vita dedicata allo studio ed al volontariato. Valeria Solesin, la ragazza italiana morta a Parigi in seguito all’attacco terroristico al teatro Bataclan del 13 novembre, amava la cultura. Ventottenne,  era andata al concerto assieme al fidanzato, Andrea Ravagnani, la sorella di questi, Chiara, entrambi trentini, e il fidanzato di quest’ultima, il veronese Stefano Peretti.

L’ATTENTATO AL BATACLAN – Valeria si trovava con il fidanzato e i due amici all’ingresso del ‘Bataclan’ nel momento del primo blitz dei terroristi. Non erano ancora nella sala, ha spiegato dopo la strage un’amica veneziana della famiglia,  che per prima ha dato la notizia della scomparsa di Valeria sui social media. Ma lì si sono staccati; nella calca gli altri tre hanno perso contatto con Valeria. Nessuno l’ha più vista. “Già nella notte – racconta l’amica – abbiamo tentato di contattarla ma non c’è stato nulla da fare nel caos che è seguito all’assalto”. “Stava entrando nel teatro quando deve esserci stato l’assalto. Proprio in questa fase sarebbe stata separata dal gruppo, perdendo la borsa con cellulare e documenti che è stata raccolta da una sua amica; poi il nulla”.  Il consolato italiano già sabato notte aveva telefonato alla famiglia per comunicare che la 28enne avrebbe potuto “essere tra le vittime” degli attentati in serie di venerdì. Domenica è arrivata la triste conferma: la veneziana Valeria Solesin è morta.

CERVELLO IN FUGA – Valeria stava svolgendo un dottorato in demografia all’Idem (l’istituto di Demografia dell’Università della Sorbona Parigi 1). Studiava in Francia da quattro anni ed era definita dagli amici come “uno dei cervelli in fuga dall’Italia”. Dopo aver conseguito la laurea a Trento, si era trasferita a Parigi per il dottorato in demografia. Nell’ateneo francese si occupava di temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra sistema francese e italiano. Non solo libri: Valeria in passato aveva lavorato come volontaria per Emergency. La sua partecipazione risale agli anni degli studi universitari a Trento. Non mancheranno iniziative per ricordarla. Il primo ministro Matteo Renzi, dalla Turchia dove si trovava per il G20, ha promesso: “Faremo di tutto per ricordare questa giovane ricercatrice. Penseremo un modo, magari una borsa di studio”.

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