Svetlana Aleksievic, i libri celebri del Nobel per la Letteratura 2015

Ecco i libri più importanti scritti da Svetlana Aleksievic, Nobel per la Letteratura 2015
Svetlana Aleksievic, i libri celebri del Nobel per la Letteratura 2015
Ecco i libri più importanti scritti da Svetlana Aleksievic, Nobel per la Letteratura 2015

MILANO – Poco più di un’ora fa Svetlana Aleksievic si è aggiudicata il Premio Nobel per la Letteratura 2015. Conosciuta come grande cronista, la giornalista e scrittrice bielorussa ha seguito alcuni degli eventi più importanti del XX secolo. Ha poi deciso di raccogliere ciò che ha visto e raccontato in alcuni libri che sono diventati celebri e punti di riferimento unici per la tematica che hanno trattato. Vediamo insieme questi libri:

 

– “Preghiera per Cernobyl” (2002)

La notte del 26 aprile 1986 una serie di esplosioni e il conseguente incendio distrussero il reattore e il fabbricato della quarta unità della centrale elettronucleare ucraina di Cernobyl’. Lo scoppio rilasciò nell’atmosfera un’enorme quantità di materiale radioattivo che, in particolare, ricadde per il 70% sul suolo della vicina Bielorussia. Di che cosa parla questo libro?.. l’autrice rispondeva: “Questo libro non parla di Cernobyl’, ma del mondo di Cernobyl”. Proprio di ciò che conosciamo poco o nulla… La ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. E così Svetlana Aleksievic ha dato voce, con decine e decine di interviste, a quel popolo di Cernobyl’ composto di persone dalle professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi, donne, uomini, bambini e soldati, contadini e intellettuali, credenti e atei.

 

– “Ragazzi di zinco” (2003)

Una intera generazione di giovani con le loro madri sorelle e spose insieme a medici e insegnanti impiegati infermieri ufficiali e comandanti ha dato il proprio spaventoso tributo a quello che in Unione Sovietica dall’inizio degli anni Ottanta era definito “il dovere internazionalista” in rapporto alla sicurezza degli stati meridionali di una grande potenza. L’intervento militare in Afghanistan veniva presentato come tale e illustrato come un’azione di stampo umanitario a maggior gloria dell’Unione e del popolo sovietici. Ma quello cui assistiamo percorrendo le pagine di Ragazzi di Zinco è il lungo corteo di una umanità martoriata e piagata che racconta con semplicità le miserie e gli orrori di questa guerra e di tutte le guerre.

 

– “Incantati dalla morte” (2005)

L’autrice in questo libro, tra romanzo e reportage, documentazione e racconto, pone la domanda su che fine abbiano fatto, dopo il crollo dell’URSS, i protagonisti del comunismo. E non si riferisce ai leader del partito, ma ai milioni di uomini e donne che pur traendone dei vantaggi hanno dovuto affrontare molti sacrifici. È un libro intervista dove gli intervistati sfogano la propria insoddisfazione, rabbia e anche tristezza per persone che hanno dato la vita per il regime.

 

– “Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo” (2014)

“Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a ouardare la mia casetta, e non una ma due volte”. Così si è rivolta a Svetlana Aleksievic, congedandosi da lei sulla soglia della sua chata, quella contadina bielorussa. La speranza di avere affidato il racconto della sua vita a qualcuno capace di vero ascolto non poteva essere meglio riposta. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle “piccole persone” coinvolte dalla Grande Utopia comunista, che ha squassato la storia dell’URSS-Russia per settant’anni e fino a oggi, è il cuore del lavoro letterario di Svetlana Aleksievic.

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