Giovanni Fattori in mostra a Padova

A Palazzo Zabarella da domani parte una mostra che ripropone al grande pubblico l’immagine di uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea: Giovanni Fattori.
Giovanni Fattori in mostra a Padova
Giovanni Fattori in mostra a Padova. A Palazzo Zarbatella dal 24 ottobre al 28 marzo 2016 un'esposizione su uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea

MILANO – Paesaggi, ritratti, realtà quotidiana e drammatica, cronaca: tutto diventava arte nelle mani di Giovanni Fattori. L’artista livornese è stato portavoce di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna. La città di Padova gli dedica un’esposizione che sarà in programma a Palazzo Zabarella da domani al 28 marzo 2016. La mostra presenta oltre cento dipinti, in grado di ricostruire, attraverso un avvincente taglio cronologico e insieme tematico la straordinaria versatilità di una lunga vicenda creativa che lo ha visto cimentarsi con tematiche e generi diversi.

L’ITER ARTISTICO DI FATTORI – Il percorso allestito all’interno di Palazzo Zabarella ripercorre interamente la sua carriera, dalla rivoluzione dei Macchiaioli, in cui ha avuto un ruolo di primo piano, affidata ai piccoli formati delle leggendarie tavolette, come La rotonda di Palmieri, fino al raggiungimento, nei grandi formati, di una dimensione epica dove si riflettono i mutamenti storici e sociali che hanno trasformato il nostro Paese, alla sperimentazione infine di nuovi territori iconografici e formali che lo ha avvicinato, per i risultati raggiunti, ad altri geni solitari quali Courbet o Cézanne.

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CRONACHE DI UNA DELUSIONE – Nei drammatici capolavori della maturità, Fattori è stato lucido interprete della delusione di una nazione, uscita dal Risorgimento, che non ha saputo realizzare quegli ideali di giustizia sociale in cui le giovani generazioni avevano creduto. Questa è la sua grandezza, che ne ha fatto subito un classico, paragonato ai maestri del Quattrocento, come il Beato Angelico, Paolo Uccello, ma anche a Goya e al contemporaneo Cézanne.

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STILE MUTEVOLE – Vissuto a partire dal 1846 a Firenze, è però ritornato spesso nella sua Livorno, ma anche a Castiglioncello, il luogo prediletto dai Macchiaioli, di cui ha saputo rappresentarne, come pochi, la limpida luce. A contatto con scenari naturali diversi, con differenti situazioni storiche, quando evoca nei suoi quadri a tema militare le vicende del nostro Risorgimento, con gli uomini, di cui sa rendere sia la condizione esistenziale che quella sociale, il suo stile cambia continuamente: dalla splendida pittura a macchie colorate e abbagliate delle tavolette giovanili, alle visioni più drammatiche caratterizzate da una nuova impostazione prospettica e da un disegno sempre più potente dei dipinti della maturità, sino alla deformazione delle ultime opere che sembrano anticipare, nella loro sconcertante modernità, le avanguardie del Novecento.

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PRODUZIONE GRAFICA – All’interno del percorso espositivo si darà conto anche alla sua produzione grafica, con una sezione che presenterà una decina di fogli incisi ad acquaforte su zinco, in grado di dimostrare quanto Fattori, anche in questo campo, abbia toccato vertici assoluti, sia dal punto di vista tecnico che stilistico, nonostante la sua attività sia iniziata solo negli anni ottanta dell’Ottocento. Come per i dipinti, i soggetti ricorrenti sono i protagonisti della vita reale, siano essi contadini o soldati, attorniati da una natura indagata sempre con grande commozione.

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