Da Sherlock Holmes a Topolino, ecco i grandi personaggi pronti a entrare nel pubblico dominio

Uno dei più celebri personaggi della storia della letteratura, il detective Sherlock Holmes, è diventato patrimonio comune. Così ha decretato qualche giorno fa una sentenza della corte di Chicago: un caso che ha molte implicazioni per tutte le grandi figure d'invenzione letteraria del Novecento, su cui si sofferma Roberto Brunelli su Repubblica...

Secondo la sentenza della corte di Chicago, è scaduto il copyright sulla figura del celebre detective creato da Arthur Conan Doyle. La decisione ha importanti conseguenze anche per altri personaggi letterari del Novecento, delineate da Roberto Brunelli su Repubblica

LA CRITICA QUOTIDIANA – Uno dei più celebri personaggi della storia della letteratura, il detective Sherlock Holmes, è diventato patrimonio comune. Così ha decretato qualche giorno fa una sentenza della corte di Chicago: un caso che ha molte implicazioni per tutte le grandi figure d’invenzione letteraria del Novecento, su cui si sofferma Roberto Brunelli su Repubblica.

IL CASO DI SHERLOCK HOLMES – Durante il processo si è discusso di questioni letterarie e addirittura, si può dire, filosofiche – che nascondevano però ben altri interessi economici. L’intero caso è stato sollevato da Leslie S.Klinger, avvocato, che vuole pubblicare una raccolta di nuovi racconti su Sherlock Holmes il prossimo autunno in America. Ora, la legge statunitense sul copyright del 1998 stabilisce che i diritti d’autore delle opere di ingegno di proprietà di imprese – come Sherlock Holmes, della Conan Doyle Estate – valgono per 95 anni anziché 75. La prima comparsa del detective, in “Uno studio in rosso”, è avvenuta nel 1887, sicché sul personaggio di Holmes il copyright è scaduto, e tutte le opere che lo vedono protagonista e sono antecedenti al 1923 si devono considerare di dominio pubblico. I legali degli eredi hanno però puntato sul fatto che “a dare un senso compiuto al personaggio” sono i racconti apparsi dopo quell’anno. E questa è stata la questione che hanno posto all’esame della corte: “la figura di Sherlock Holmes è o non è dotata di ‘una vita spirituale propria’, tale da imporsi sulle mortali leggi del copyright e meritare una protezione dei diritti che vada oltre i normali termini di legge?”

LE CONSEGUENZE DELLA SENTENZA – Il no del giudice Rubén Castillo a questa spinosa domanda è gravido di conseguenze per altre grandi figure letterarie, da 007 a Hercule Poirot, e la stampa americana si è scatenate in commenti a questo proposito. A tremare è soprattutto Topolino, o meglio la Disney – Mickey Mouse è stato creato da “zio Walt” nel 1928. Già la legge sul copyright del 1998 era passata alla storia come “Mickey Mouse Protection Act”, perché l’azienda “scatenò tutto il lobbismo di cui fu capace per far approvare la legge, e solo per un soffio riuscì a impedire che Topolino diventasse un topo libero”, scrive Brunelli. Ora la situazione sembrerebbe avere una svolta.

LA QUESTIONE DELLA RIPROPOSIZIONE LETTERARIA – Non è del resto la prima volta, e non solo in America che si impone il problema della ripresa di personaggi letterari di autori e opere del passato. Per citare i casi più celebri, gli eredi di Stieg Larsson hanno recentemente annunciato di voler estendere la trilogia “Millenium”, William Boyd in “Solo” fa rivivere 007 e a breve Sophie Hannah farà uscire una nuova avventura dell’Hercule Poirot di Agatha Christie. Menzione a parte merita Jane Austen: “in libreria si possono trovare oltre settanta rielaborazioni dei suoi romanzi, a cominciare dal ‘Ragione e sentimento’ firmato Joanna Trollope, uscito a settembre”, prosegue Brunelli. È questo che succede quando si trasforma un personaggio letterario in un brand, in un “eternal seller”. “Il rischio”, conclude il giornalista, “è l’arrembaggio dell’ovvio”.

10 gennaio 2014

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